Torna al tempo libero

E-mail

 

Ore 16.28.03
Giorno
07/06/07
L'agenda di Vareseweb, con tutti gli appuntamenti del giorno
 
Varese - Incontro per il Premio Chiara con l’editore Luigi Brioschi, la scrittrice Marta Morazzoni e il critico Armando Torno
Dove va il romanzo?

Presso la Camera di Commercio si è svolta una tavola rotonda nell’ambito degli appuntamenti del Premio Chiara che ha visto come ospiti tre importanti personaggi: l’editore Luigi Brioschi, la scrittrice Marta Morazzoni e il critico Armando Torno. Il tema dibattuto è stato posto dalla domanda "Dove va il romanzo?" alla quale, com’era prevedibile, non è stato facile dare una risposta. Vediamo in sintesi i tre interventi, brevi, precisi e di grande interesse.

Così Brioschi « considero quello attuale un buon periodo per il romanzo e sottolineo come le migliori produzioni provengano dalle periferie più che dal centro, individuando come aree periferiche culturalmente fertili L’America Latina in primis ma anche l’Irlanda, l’Islanda, la Scandinavia, L’India. Un paesaggio caotico come dev’essere, vitale, con diversissime personalità e motivi. Un elemento che sembra però essere comune è un ritorno forte alla oggettività narrativa, una fuga dalla soggettività americana tipica di alcuni decenni fa. C’è anche un ritorno al locale, alla provincia, una ripresa del gergo dialettale. Autori diversi ma di una sola generazione (hanno 40-42 anni), accomunati dal forte proposito di tornare al narrare, di radicarsi in una tradizione.»

Per Torno invece «il romanzo è un genere già espresso dalla letteratura greca, latina, bizantina e medievale in varie forme. Dal mondo greco a oggi c’è uno spazio creativo per il romanzo. Ciò che marca la differenza oggi è il diverso approccio del lettore che, avendo meno tempo di un lettore dell’ottocento o degli anni cinquanta, predilige una prosa nervosa, scattante, ansiosa.. L’industria editoriale deve cogliere ciò che può piacere al pubblico. Il tavolo di un libraio è come una scala mobile: solo se c’è una reazione immediata il libro può rimanere esposto più a lungo. I tempi si accorciano, i generi si accavallano. Lo scrittore diventa sempre più specchio del tempo. Non sappiamo dove va il romanzo attuale; il romanzo nidifica dove c’è qualcosa da scrivere, un contrasto sociale, una storia da raccontare.»

Infine la Morazzoni «riprendendo la definizione data da Brioschi di periferia posso dire di essere fortunata perché sono periferica rispetto al centro culturale e da questa mia posizione ho tratto solo vantaggi nel mio discorso letterario. Un’altra mia fortuna è stato un incontro editoriale davvero importante, quello con Longanesi. Come lettore non risento del rapporto con il tempo e considero come fondamentali per la mia formazione quattro romanzi di ampio respiro: l’Orlando Furioso, il Tristram Shandy, il capolavoro di Proust e i Promessi Sposi. Opere di grande compagnia, contenitori di vita che oggi non si realizzano più perché chi scrive oggi sente il passo del tempo. I ragazzi, questo lo posso dire dalla mia esperienza come insegnante, conoscono le opere attraverso il cinema e spesso gli scrittori attuali scrivono apposta per il cinema. L’opera del narratore che scrive oggi si traduce spesso in una sorta di congestione, di nevrosi: il romanzo è più breve, conciso, non per questo più denso.»

.

Torna all'inizio dell'articolo