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07/06/07
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Gallarate - Fino al 3 ottobre in Sala Broletto opere d'arte di carta in mostra
Origami in mostra 

L’arte della "carta piegata", o del "piegare la carta": origami in mostra a Gallarate, nell’ambito degli appuntamenti di "Gallar’Arte Autunno 2000", il cartellone culturale coordinato dall’Assessorato alla Cultura, con oltre quaranta capolavori di maestri italiani e stranieri, esposti al pubblico nella Sala Broletto di largo Camussi fino a martedì 3 ottobre dalle 16 alle 19 nei giorni feriali e dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19 il sabato e festivi.

Fogli di carta senza tagli né incollature che, con forme prodotte da pieghe geometriche creano vere e proprie opere d’arte, dagli animali dello spagnolo Juan Lopez Figueroa alle Bacheche con Modulati, la Befana sul Villaggio, le buste, i biglietti, le girandole, i modulari dell’italiano Pietro Macchi, dai ballerini dello statunitense Neal Elias piegati da Massimo Dotto, al cavallo dell’inglese Dave Brill. Impossibile non fermarsi a contemplare la perfezione e la precisione del cobra dell’italiano David Derudas, lo stesso che con Raffaele Leopardi ha piegato le splendide conchiglie di carta esposte. E poi la dama di Pasquale D’Auria, i costumi e gli elmi tradizionali giapponesi piegati da Raffaele Leonardi, artista che è anche l’autore degli scacchi e dell’opera esposta dal titolo "Evoluzione" e che pure piegato le rose giapponesi di Toshikazu Kawasaki, il bellissimo scoiattolo dell’inglese Max Hulm e le suorine del giapponese Akira Yoshizawa. Quest’ultimo è il più grande maestro di origani vivente e la sua eccezionale bravura è documentata dai due passerotti che si possono ammirare e amare alla mostra. A seguire, ecco esposti i funghi del francese Vincent Floderer, il presepe, i ginnasti e l’orchestra di Luigi Leonardi, il lettore, l’opera "Sopra e Sotto" e la caccia del belga Herman van Goubergen, il mago dello spagnolo Aníbal Voyer, la savana e gli insetti dell’americano John Montroll piegati da Massimo Dotto, origamista gallaratese che ha anche piegato stupendi e particolarissimi orecchini che si sfida chiunque a non scambiare per veri gioielli, e la versione "cartacea" del famoso Jurassic Park. Splendida la carrozza della fata del giapponese Jo Shimoda, superba la realizzazione in un unico foglio della membrana cellulare di Joshihilde Momotani, dal Giappone. E poi "Moebius" della francese Claudine Pisasale, i quadri inglesi e italiani di Jackson, Pavarin e Pietro Macchi, piegati da quest’ultimo, lo scheletro di Tyrannosaurus Rex del canadese Issei Yoshino piegato da Massimo Dotto, le mille gru giapponesi piegate da una classe V elementare di Alessandria, il simpatico topo del francese Eric Joisel piegato da Massimo Dotto, l’opera "Toroide" dello statunitense Tom Hull piegata dal Gruppo Origami Bergamo, "Il momento della verità" di Neal Elias piegato da Luigi Leonardi.

Particolare menzione meritano poi le scene da Pinocchio di Joshishide e Sumiko Momotani, dal Giappone, quadri realizzati fin dal 1983, e la fuga dal pescecane realizzata da Saburo Sato, origamista giapponese ora ottantenne completamente cieco.

Lavori di una bellezza e di una precisione uniche, in mostra a cura del Centro Diffusione Origami, unica Associazione italiana di origamisti che conta 350 iscritti e che, nata nel 1978 a Firenze, dopo essersi spostata a Bologna, ha sede dal 1991 a Caronno Varesino, dunque in provincia di Varese. E non è un caso che il Varesotto annoveri i più bravi origamisti internazionali.

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