«Da oggi Villa Panza è degli italiani».
Così afferma Marco Magnifico, direttore culturale del FAI, prima di iniziare la
conferenza stampa, che presenta ufficialmente all'Italia la Villa e la Collezione del
Conte Panza di Biumo. Si parla, infatti di Italia (la parola
Varese non viene quasi mai pronunciata), di quella Italia che si è lasciata sfuggire la
maggior parte delle oltre 2500 opere che Giuseppe Panza ha raccolto in quarant'anni di
passione per l'arte. Opere d'arte contemporanea americana che oggi sono conservate al
Museo Guggenheim di New York, il MoCa di Los Angeles e il Museo Cantonale di Lugano.
Le parole di Maria Giulia Mozzoni Crespi,
presidente del FAI, non possono che essere innanzi tutto di ringraziamento per tutti
coloro che hanno lavorato ed aiutato a realizzare in meno di quattro anni il restauro
piuttosto impegnativo della villa e del giardino (che per essere completo manca della
serra e degli intonaci della scuderia). La Crespi ricorda le battaglie del FAI che in 25
anni hanno salvato molti monumenti nazionali e nel ringraziare la Provincia e Massimo
Ferrario non manca di ricordare che «l'Italia è una sola, dalle Alpi ai templi di
Agrigento e che il Governo dovrebbe stanziare molti più fondi per la cultura».
La soddisfazione per il lavoro compiuto è
generale ed appartiene innanzitutto allo stesso conte Panza, che ha visto realizzato così
il suo sogno di vedere la Villa e le opere della collezione aperte al pubblico .
«Confesso - dice Panza- che non speravo di realizzare questo sogno in Italia, ma oggi mi
ritengo felice per ciò che è stato realizzato». Lo stesso conte, infatti, ha seguito
passo passo i lavori di allestimento, curando nei minimi particolari che tutto fosse
mantenuto secondo lo spirito e il gusto estetico della collezione. Molte opere, infatti,
devono essere viste e godute in particolari condizioni di isolamento o di luce senza
le quali si perde la completezza del valore artistico.
Molte erano le presenze importanti, dal critico d'arte
Germano Celant a Philip Rylands (direttore della fondazione Guggenheim
di Venezia), che hanno battezzato l'apertura della "casa", «non un museo -
precisa infatti Magnifico- ma una casa in cui Panza ha abitato con la sua famiglia e
continuerà ad abitare, e dove le opere d'arte hanno valore proprio perché spesso
realizzate apposta per gli ambienti della struttura settecentesca e comunque vissuti nelle
azioni di tutti i giorni».
In accordo con tutta la famiglia il FAI ha lasciato il secondo piano
della Villa in usufrutto fino alla morte di tutti i Panza viventi.
Il prossimo appuntamento è per domani con la visita del Presidente
della Repubblica Carlo Azelio Ciampi e il Ministro dei Beni Culturali Giovanna Melandri.
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