Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 10.39.03
Giorno
15/09/10

Il Fai

Varese –  Grande partecipazione alla presentazione alla stampa della struttura a Biumo
Villa Panza resterà una casa e non un museo

«Da oggi Villa Panza è degli italiani». Così afferma Marco Magnifico, direttore  culturale del FAI, prima di iniziare la conferenza stampa, che presenta ufficialmente all'Italia la Villa e la Collezione del Conte Panza di Biumo.

Si parla, infatti di Italia (la parola Varese non viene quasi mai pronunciata), di quella Italia che si è lasciata sfuggire la maggior parte delle oltre 2500 opere che Giuseppe Panza ha raccolto in quarant'anni di passione per l'arte. Opere d'arte contemporanea americana che oggi sono conservate al Museo Guggenheim di New York, il MoCa  di Los Angeles e il Museo Cantonale di Lugano.

Le parole di Maria Giulia Mozzoni Crespi, presidente del FAI, non possono che essere innanzi tutto di ringraziamento per tutti coloro che hanno lavorato ed aiutato a realizzare in meno di quattro anni il restauro piuttosto impegnativo della villa e del giardino (che per essere completo manca della serra e degli intonaci della scuderia). La Crespi ricorda le battaglie del FAI che in 25 anni hanno salvato molti monumenti nazionali e nel ringraziare la Provincia e Massimo Ferrario non manca di ricordare che «l'Italia è una sola, dalle Alpi ai templi di Agrigento e che il Governo dovrebbe stanziare molti più fondi per la cultura».

La soddisfazione per il lavoro compiuto è generale ed appartiene innanzitutto allo stesso conte Panza, che ha visto realizzato così il suo sogno di vedere la Villa e le opere della collezione aperte al pubblico . «Confesso - dice Panza- che non speravo di realizzare questo sogno in Italia, ma oggi mi ritengo felice per ciò che è stato realizzato». Lo stesso conte, infatti, ha seguito passo passo i lavori di allestimento, curando nei minimi particolari che tutto fosse mantenuto secondo lo spirito e il gusto estetico della collezione. Molte opere, infatti, devono essere viste e godute in particolari condizioni di isolamento o  di luce senza le quali si perde la completezza del valore artistico.

Molte erano le presenze importanti, dal critico d'arte Germano Celant a Philip Rylands (direttore della fondazione Guggenheim di Venezia), che hanno battezzato l'apertura della "casa", «non un museo - precisa infatti Magnifico- ma una casa in cui Panza ha abitato con la sua famiglia e continuerà ad abitare, e dove le opere d'arte hanno valore proprio perché spesso realizzate apposta per gli ambienti della struttura settecentesca e comunque vissuti nelle azioni di tutti i giorni».

In accordo con tutta la famiglia il FAI ha lasciato il secondo piano della Villa in usufrutto fino alla morte di tutti i Panza viventi. 

Il prossimo appuntamento è per domani con la visita del Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi e il Ministro dei Beni Culturali Giovanna Melandri.

Erika La Rosa

                                       

Torna all'inizio dell'articolo