Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 16.28.01
Giorno
07/06/07
Varese –  Lo striscione "Varese città federalista" accoglie Ciampi, che, sorridente, saluta i dimostranti leghisti e stringe loro le mani
I dimostranti leghisti stringono la mano a Ciampi

"Varese città federalista": questi gli striscioni che oggi hanno accolto in città il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Un segnale forte per il Capo dello Stato, perché, come ha ricordato il presidente del consiglio comunale Roberto Maroni nell'incontro ufficiale, proprio nelle sale di palazzo Estense oltre 15 anni fa si iniziò a parlare di autonomia e federalismo, un discorso, allora, completamente nuovo e rivoluzionario. Una scritta che volutamente la Lega ha issato per rivendicare la primogenitura di quel disegno che oggi dovrebbe concretizzarsi.
«Umberto Bossi l'ha voluto - ci spiega il sindaco Aldo Fumagalli - per far capire al Presidente che Varese non è più secessionista, che vuole solo e unicamente l'autonomia federalista, perché quest'esigenza è nel suo DNA»
E fuori dal palazzo comunale, per la strada, come già questa mattina davanti a Villa Panza, un gruppetto di sostenitori leghisti con tanto di bandiere ha azzardato una piccola contestazione. Contestazione subito rientrata in via Sacco grazie alla spontaneità del Presidente che, per nulla intimorito, si è recato di persona tra i manifestanti a stringere mani. I dimostranti, quindi, hanno scandito una richiesta : elezioni subito, ma il tono era amichevole. Il Presidente, super partes, è piaciuto anche a loro.
Quello striscione, per la verità, aveva impensierito più di un politico. L'effetto avrebbe potuto avere altre conseguenze.
«Lo stile non è mai stato il piatto forte della Lega - ha commentato il diessino Daniele Marantelli- dopo la sceneggiata del Po, con le ampolle, i riti celtici e le menate sulla secessione, se ora parlano di federalismo qualche passetto avanti l'hanno fatto.»
«Sulla questione dello striscione - commenta il sindaco di Castellanza Livio Frigoli -   ritengo che molti politici si mettono in bocca cose più grosse di loro. Io mi sento federalista, che è diverso dal mettere gli striscioni. Non è giusto in questo momento attaccare lo Stato perché negli ultimi anni, pur con tutti i limiti, ha dimostrato che c'è stato un netto progresso nel processo di delega dei poteri agli enti minori. Non dimentichiamo che è stato ridotto il prezzo della benzina senza una legge dello Stato. E questo come lo chiamiamo? E' facile polemizzare, ma difficile riconoscere che questo Stato ha gestito responsabilmente una fase  contraddittoria e difficile »
«Me l'aspettavo - afferma il presidente del CNA Vito Tioli - Il nostro presidente è super partes ma i leghisti non se ne sono accorti.»
Forse non tutti, ma quelli fermi in via Sacco sì.

Alessandra Toni
Michele Mancino

                                       

Torna all'inizio dell'articolo