| Riconversione
d'uso, recupero e trasformazione sono i termini del dialogo che l'amministrazione comunale
di Sesto Calende ha intrapreso con la nuova proprietaria dell'ex Avir, la Aba che, nel
maggio scorso, ha acquisito l'area dismessa, collocata nel
centro storico della città fra la stazione e il fiume Ticino. La
neoproprietaria, società che fa capo al Gruppo
Barassi di Monza, opera nel settore edilizio in molti centri della Lombardia e fra i
suoi ultimi lavori si colloca la ristrutturazione del Polo Tecnologico di Busto Arsizio.
Otto miliardi è il capitale impiegato per l'acquisto dei trentasette mila metri quadrati,
che corrispondono al vecchio stabilimento. All'americana Owens Illinois, la precedente
proprietaria, sono rimaste le case operaie e la palazzina sede della Guardia di Finanza.
Sulla riconversione d'uso dell'ex stabilimento, per mezzo secolo
sede di attività legate al vetro, sono già avvenuti i primi contatti fra il sindaco
Roberto Caielli, l'architetto Vecchi e i rappresentanti della Aba. Non muteranno le
destinazioni d'uso stabilite dal Prg del 1996: uso commerciale, residenziale,
ricreativo-alberghiero e di servizio sia pubblico che privato e in previsione c'è anche
la realizzazione di parcheggi che serviranno soprattutto i pendolari della stazione delle
Ferrovie dello Stato.
Si tratterà di individuare il giusto equilibrio fra le esigenze
della società e quelle dei cittadini, espresse dalla Amministrazione comunale, il cui
obiettivo punta alla "Città del vetro" come realtà ben inserita nel contesto
sociale del paese e che soddisfi le esigenze dei cittadini sestesi.
Alla Aba intanto si sta sviluppando l'intervento immobiliare e
costruttivo al fine di dare un prodotto che possa riqualificare l'area dismessa e nel
contempo rivalutare la qualità urbana della città di Sesto Calende. «Stiamo realizzando
studi sul piano di lottizzazione - dice il rag. Massimo Fumagalli del Gruppo Barassi - ad
ottobre dovrebbe essere pronto il piano volumetrico e quello di bonifica». Riguardo ai
progetti elaborati dall'amministrazione comunale negli anni scorsi «cambieranno forse le
esigenze architettoniche - aggiunge Fumagalli - dettate anche da un rinnovato gusto, quei
progetti sono ormai di qualche anno fa».
Se dal punto di vista architettonico i progetti rispecchieranno
altre tendenze, di certo la Aba non potrà ignorare lo scenario elaborato per l'ex Avir
dalla cittadinanza, frutto di un esperimento ancora poco diffuso che è l'urbanistica
partecipata. Dal 1998, infatti, il comune ha intrapreso un percorso di ricerca in campo
urbanistico in collaborazione con la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Un'occasione preziosa per la cittadina di sperimentare nuove formule di indagine per
meglio definire le strategie di intervento urbanistico. In
questa nuova metodologia di ricerca si è rivelato centrale il momento di dialogo/scambio
di informazioni fra cittadini ed amministrazione.
Fra i primi interventi a carico della società c'è la bonifica di
un'area che per cinquant'anni è stata adibita ad attività industriali, la quale partirà
nella primavera del 2001. «Prima sarà fatta la bonifica - precisa Fumagalli - e prima
partiranno i lavori per la riconversione dell'area» .
Sull'area sono stati destinati anche i finanziamenti del Prusst,
quattrocentottanta milioni, concessi sui progetti studiati con la vecchia proprietaria.
«I finanziamenti del Prusst riguardavano i progetti elaborati con l'Avir -ha
dichiarato il sindaco Roberto Caielli - che ora non hanno più ne' padre ne' madre». In
generale il sindaco si ritiene soddisfatto del cambio di testimone «L'Avir non aveva
infatti concesso le garanzie fideiussorie - precisa Caielli - con la nuova proprietà
abbiamo già espresso un orientamento e questa di fatto riconsidererà l'area a partire
dagli studi già fatti»
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