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Ore 16.28.15
Giorno
12/09/00
Il sito del Gruppo Barassi
Sesto Calende – Avviato il dialogo con la nuova proprietaria dell'ex vetreria
"Città del vetro", la Aba sta elaborando i primi interventi

Riconversione d'uso, recupero e trasformazione sono i termini del dialogo che l'amministrazione comunale di Sesto Calende ha intrapreso con la nuova proprietaria dell'ex Avir, la Aba che, nel maggio scorso, ha acquisito l'area dismessa, collocata nel centro storico della città fra la stazione e il fiume Ticino.

La neoproprietaria, società che fa capo al Gruppo Barassi di Monza, opera nel settore edilizio in molti centri della Lombardia e fra i suoi ultimi lavori si colloca la ristrutturazione del Polo Tecnologico di Busto Arsizio. Otto miliardi è il capitale impiegato per l'acquisto dei trentasette mila metri quadrati, che corrispondono al vecchio stabilimento. All'americana Owens Illinois, la precedente proprietaria, sono rimaste le case operaie e la palazzina sede della Guardia di Finanza.

Sulla riconversione d'uso dell'ex stabilimento, per mezzo secolo sede di attività legate al vetro, sono già avvenuti i primi contatti fra il sindaco Roberto Caielli, l'architetto Vecchi e i rappresentanti della Aba. Non muteranno le destinazioni d'uso stabilite dal Prg del 1996: uso commerciale, residenziale, ricreativo-alberghiero e di servizio sia pubblico che privato e in previsione c'è anche la realizzazione di parcheggi che serviranno soprattutto i pendolari della stazione delle Ferrovie dello Stato.

Si tratterà di individuare il giusto equilibrio fra le esigenze della società e quelle dei cittadini, espresse dalla Amministrazione comunale, il cui obiettivo punta alla "Città del vetro" come realtà ben inserita nel contesto sociale del paese e che soddisfi le esigenze dei cittadini sestesi.

Alla Aba intanto si sta sviluppando l'intervento immobiliare e costruttivo al fine di dare un prodotto che possa riqualificare l'area dismessa e nel contempo rivalutare la qualità urbana della città di Sesto Calende. «Stiamo realizzando studi sul piano di lottizzazione - dice il rag. Massimo Fumagalli del Gruppo Barassi - ad ottobre dovrebbe essere pronto il piano volumetrico e quello di bonifica». Riguardo ai progetti elaborati dall'amministrazione comunale negli anni scorsi «cambieranno forse le esigenze architettoniche - aggiunge Fumagalli - dettate anche da un rinnovato gusto, quei progetti sono ormai di qualche anno fa».

Se dal punto di vista architettonico i progetti rispecchieranno altre tendenze, di certo la Aba non potrà ignorare lo scenario elaborato per l'ex Avir dalla cittadinanza, frutto di un esperimento ancora poco diffuso che è l'urbanistica partecipata. Dal 1998, infatti, il comune ha intrapreso un percorso di ricerca in campo urbanistico in collaborazione con la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Un'occasione preziosa per la cittadina di sperimentare nuove formule di indagine per meglio definire le strategie di intervento urbanistico. In questa nuova metodologia di ricerca si è rivelato centrale il momento di dialogo/scambio di informazioni fra cittadini ed amministrazione.

Fra i primi interventi a carico della società c'è la bonifica di un'area che per cinquant'anni è stata adibita ad attività industriali, la quale partirà nella primavera del 2001. «Prima sarà fatta la bonifica - precisa Fumagalli - e prima partiranno i lavori per la riconversione dell'area» .

Sull'area sono stati destinati anche i finanziamenti del Prusst, quattrocentottanta milioni, concessi sui progetti studiati con la vecchia proprietaria. «I finanziamenti del Prusst riguardavano i progetti elaborati con l'Avir  -ha dichiarato il sindaco Roberto Caielli - che ora non hanno più ne' padre ne' madre». In generale il sindaco si ritiene soddisfatto del cambio di testimone «L'Avir non aveva infatti concesso le garanzie fideiussorie - precisa Caielli - con la nuova proprietà abbiamo già espresso un orientamento e questa di fatto riconsidererà l'area a partire dagli studi già fatti»

Catia Spagnolo

                                       

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