Dall'alba di
sabato 16 alle ore 10 del giorno seguente l'oratorio
di Masnago si impegnerà in una fiaccolata di 230 km dall'Ospizio sul Passo del Gran
San Bernardo (AO) a Varese.
L'arrivo è previsto per la S. Messa delle ore 10 di domenica 17 mattina, i partecipanti
saranno presumibilmente tra 40 e 50 con una decina di equipaggi che si alterneranno per le
23 ore di corsa su strade statali e provinciali portando la fiaccola e il messaggio
"Date fuoco al mondo!", stampato sulle magliette degli atleti e tratto dal
discorso del Papa alla Giornata Mondiale della Gioventù.Un
percorso impegnativo e una attività sportiva che ricorda da vicino quella dei tedofori
alle olimpiadi..."Beh, che siamo come i tedofori delle olimpiadi forse è un po'
esagerato...- ci rispondono dall'oratorio - ma la cosa che colpisce di più durante le
riunioni preparatorie a questo mini evento è l'entusiasmo di tutti per questa iniziativa,
dai più piccoli (gli adolescenti di 1° superiore), ai giovani e agli adulti..."
Di cosa si tratta esattamente? "Il funzionamento è semplice e ampiamente collaudato
(siamo già alla 4° o 5° fiaccolata, non ricordo...): il tragitto, di 230 km è
suddiviso in segmenti
di 10km ciascuno e ognuno di essi è coperto da 2 equipaggi da 4 persone ciascuno... sono
previste inoltre 3 ore di sonno (in auto) in parcheggi, supermercati, centri
commerciali...
Per garantire la sicurezza il tedoforo è in ogni momento accompagnato ci sono 2 auto e 1
pullmino con medico e 2 jolly, pronti a intervenire per ogni evenienza... inoltre il
pasaggio della fiaccolata è stata a suo tempo seganalata a tutti i Comuni attraversati e
per garantire la visibilità durante le lunghe ore di corsa notturna, sono stati
installati lampeggianti sul pullmino e sulle auto..."
Un'organizzazione imponente..
"Ma, più che l'aspetto tecnico e il divertimento assicurato dal fatto di passare un
giorno e mezzo in giro con i propri amici - concludono gli organizzatori di Masnago -
quello più che colpisce è la voglia di correre, di non chiedersi "ma chi me l'ha
fatto fare", di non essere (solo) atleti ma testimoni... E' la differenza tra
andare ed esserci..."
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