| Saranno pochi i
mezzi e le iniziative che potranno mettere in campo i rappresentanti dei CCD, ma loro il
tentativo di sensibilizzare almeno la stampa l'hanno fatto lo stesso, presentando stamane
presso la sede provinciale del partito l'adesione della base varesina al progetto
nazionale. L'argomento è infatti uno di quelli che più tocca
da vicino le persone e su cui, in teoria, ci sarebbe più da dibattere: il CCD ha infatti
lanciato a livello nazionale una proposta di legge quadro sulla famiglia provando a farla
discutere in parlamento attraverso l'iniziativa popolare, cioè attraverso la raccolta di
almeno 500mila firme di cittadini.
"Ma quello che ci importa ora in particolare è il dibattito su
una questione che riguarda tutti noi da vicino" specifica Marina Consolaro,
responsabile della consulta donna del CCD provinciale, che di ragioni e di esperienze ne
ha da vendere visto che affronta l'incontro in compagnia del suo bimbo, a spasso con lei
perché comincia domani la prima elementare. Una prova evidente di come sia necessario
rivedere tutta la legislazione della famiglia, di fronte ad una donna nuova: sempre mamma
e sempre moglie, ma in più donna colta e con lavori importanti, spesso in libera
professione.
Proprio per questo "E' importante aiutare le famiglie a
risolvere certi problemi con aiuti di tipo economico e normativo, ma che non devono
piombare nell'assistenzialismo tout court" aggiunge Claudia Mandanici, vicesegretario
provinciale del partito della vela, avvocato e madre di tre figli, che ricorda come in
Svizzera "esistano associazioni private e spontanee che risolvono i piccoli
grandi problemi di tutti i giorni, come ad esempio accompagnare a scuola i bambini alle
otto e mezza, mentre la mamma deve essere al lavoro alle otto".
La particolareggiata proposta di legge quadro prevede la
quantificazione delle risorse da rendere disponibili, oltre ad un preciso richiamo
all'associazionismo familiare come possibile elemento sussidiario a favore delle
problematiche del nucleo familiare: "dei "paletti" da cui partire per
coinvolgere la società civile in quello che è una risorsa per la società stessa".
Per i rappresentanti del CCD, ovviamente, la famiglia è un valore,
e in particolare la famiglia "legittima": argomenti su cui poi spesso in questa
nuova società le opinioni divergono, ma su cui quasi tutti, per esperienza diretta, hanno
certamente qualcosa da dire.
I responsabili varesini del partito hanno quindi attirato
l'attenzione della stampa su di un argomento che rappresenta un nervo scoperto della
comunità italiana e varesina: quali progetti sono perciò in cantiere per sollecitare la
gente? "La raccolta di firme, ahimè, potremo farla solo nelle sedi comunali"
spiega rassegnato il segretario provinciale del CCD, Graziano Maffioli "perché c'è
sempre il solito problema del reperimento degli ufficiali che certifichino le firme, che
di solito costano molto per ogni ora di banchetto esterno" Niente banchetti di
raccolta di firme, dunque almeno per il momento. Incontri pubblici, allora? "Ne è
stato appena svolto uno a Milano, ma per ora a Varese non è previsto".
Tante idee dunque, ma gambe poche: chi volesse mettersi in contatto
con loro per discutere direttamente il progetto o avere il testo della legge quadro, può
informarsi presso la loro sede provinciale, in via Speri della Chiesa Jemoli 7
(Tel.0332.242129)
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