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Ore 16.28.11
Giorno
07/06/07
Varese –  Il Ccd lancia una classica battaglia
Legge quadro sulla famiglia: una buona proposta, ma senza gambe

Saranno pochi i mezzi e le iniziative che potranno mettere in campo i rappresentanti dei CCD, ma loro il tentativo di sensibilizzare almeno la stampa l'hanno fatto lo stesso, presentando stamane presso la sede provinciale del partito l'adesione della base varesina al progetto nazionale.

L'argomento è infatti uno di quelli che più tocca da vicino le persone e su cui, in teoria, ci sarebbe più da dibattere: il CCD ha infatti lanciato a livello nazionale una proposta di legge quadro sulla famiglia provando a farla discutere in parlamento attraverso l'iniziativa popolare, cioè attraverso la raccolta di almeno 500mila firme di cittadini.

"Ma quello che ci importa ora in particolare è il dibattito su una questione che riguarda tutti noi da vicino" specifica Marina Consolaro, responsabile della consulta donna del CCD provinciale, che di ragioni e di esperienze ne ha da vendere visto che affronta l'incontro in compagnia del suo bimbo, a spasso con lei perché comincia domani la prima elementare. Una prova evidente di come sia necessario rivedere tutta la legislazione della famiglia, di fronte ad una donna nuova: sempre mamma e sempre moglie, ma in più donna colta e con lavori importanti, spesso in libera professione.

Proprio per questo "E' importante aiutare le famiglie a risolvere certi problemi con aiuti di tipo economico e normativo, ma che non devono piombare nell'assistenzialismo tout court" aggiunge Claudia Mandanici, vicesegretario provinciale del partito della vela, avvocato e madre di tre figli, che ricorda come in Svizzera "esistano associazioni private e spontanee che risolvono  i piccoli grandi problemi di tutti i giorni, come ad esempio accompagnare a scuola i bambini alle otto e mezza, mentre la mamma deve essere al lavoro alle otto".

La particolareggiata proposta di legge quadro prevede la quantificazione delle risorse da rendere disponibili, oltre ad un preciso richiamo all'associazionismo familiare come possibile elemento sussidiario a favore delle problematiche del nucleo familiare: "dei "paletti" da cui partire per coinvolgere la società civile in quello che è una risorsa per la società stessa".

Per i rappresentanti del CCD, ovviamente, la famiglia è un valore, e in particolare la famiglia "legittima": argomenti su cui poi spesso in questa nuova società le opinioni divergono, ma su cui quasi tutti, per esperienza diretta, hanno certamente qualcosa da dire.

I responsabili varesini del partito hanno quindi attirato l'attenzione della stampa su di un argomento che rappresenta un nervo scoperto della comunità italiana e varesina: quali progetti sono perciò in cantiere per sollecitare la gente? "La raccolta di firme, ahimè, potremo farla solo nelle sedi comunali" spiega rassegnato il segretario provinciale del CCD, Graziano Maffioli "perché c'è sempre il solito problema del reperimento degli ufficiali che certifichino le firme, che di solito costano molto per ogni ora di banchetto esterno" Niente banchetti di raccolta di firme, dunque almeno per il momento. Incontri pubblici, allora? "Ne è stato appena svolto uno a Milano, ma per ora a Varese non è previsto".

Tante idee dunque, ma gambe poche: chi volesse mettersi in contatto con loro per discutere direttamente il progetto o avere il testo della legge quadro, può informarsi presso la loro sede provinciale, in via Speri della Chiesa Jemoli 7 (Tel.0332.242129)

 

Stefania Radman

                                       

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