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| Varese CRI
e ASL unite per migliorare il servizio di guardia medica. Dal primo ottobre un volontario
e una vettura a disposizione dei dottori. Ma i medici storcono il naso : il problema è la
carenza di personale |
| I problemi della
guardia medica non si risolvono con una macchina |
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Un "autista
di lusso" per il personale della guardia medica. La sezione provinciale della CRI e
l'ASL hanno raggiunto un accordo per agevolare il lavoro dei medici che operano nel
distretto di Varese, un ambito territoriale che comprende ben 11 comuni. Un'intesa che
ricalca quella già in atto a Saronno e che dovrebbe estendersi a Gallarate.
«Stiamo lavorando per migliorare questo servizio - spiega il direttore generale Giorgio
Benedettini - abbiamo dovuto affrontare problemi di sicurezza e questioni di fatiscenza
delle sedi operative. Questa convenzione ci permette di assicurare,. almeno, la presenza
di personale preparato al fianco dei dottori, spesso donne, sovente provenienti da
altre città, poco avvezzi alla viabilità locale.» Il servizio risponde anche
all'esigenza di razionalizzare il personale: fino ad oggi, i medici, proprio per ragioni
di sicurezza, uscivano in coppia, lasciando il servizio nelle mani di un solo medico.
L'accordo, operativo dal prossimo primo ottobre, ha, però, suscitato qualche perplessità
proprio tra il personale sanitario. I medici presenti hanno lamentato la scarsa
professionalità dell'accompagnatore che, soprattutto in casi difficili, non potrà
fornire un aiuto valido.
Un appunto che ha contrariato la presidente della sezione provinciale della CRI Viviana
Garghentino : «I nostri volontari sono tutte persone addestrate. Sono abilitati a salire
sulle ambulanze e a fornire assistenza in casi d'emergenza.»
Il disappunto dei medici, però, ha altre motivazioni che riguardano proprio il servizio
di guardia medica, assolutamente sbilanciato nel rapporto medici-pazienti.« In questi
giorni - dichiara un dottore - ci arrivano in media 30 telefonare a notte. Nei mesi
invernali, in periodi di epidemie, i contatti al mese raggiungono i 3000. I medici per
ogni turno sono 3, che salgono a 4 il sabato e la domenica, il nostro bacino di utenza è
di circa 110 mila abitanti: un dottore ogni 30 mila abitanti!»
Il problema, dunque, è il personale medico che non si trova, che scappa davanti
alla mole di lavoro, che preferisce, appena può, altri incarichi.
«Il problema - aggiunge l'ingegner Benedettini - è l'uso improprio che si fa della
guardia medica. Spesso si chiama senza averne effettiva necessità. E questa è una
questione d'educazione, si dovrebbe migliorare l'informazione sui servizi forniti dalla
guardia medica.»
E nell'attesa che il carico di lavoro diventi più umano, le guardie mediche potranno
consolarsi con l'autista, uno per ogni medico, e una vettura nuova fiammante che non li
lascerà mai a piedi. |
Alessandra Toni
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