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Ore 16.28.17
Giorno
07/06/07
Varese –  CRI e ASL unite per migliorare il servizio di guardia medica. Dal primo ottobre un volontario e una vettura a disposizione dei dottori. Ma i medici storcono il naso : il problema è la carenza di personale
I problemi della guardia medica non si risolvono con una macchina

Un "autista di lusso" per il personale della guardia medica. La sezione provinciale della CRI e l'ASL hanno raggiunto un accordo per agevolare il lavoro dei medici che operano nel distretto di Varese, un ambito territoriale che comprende ben 11 comuni. Un'intesa che ricalca quella già in atto a Saronno e che dovrebbe estendersi a Gallarate.
«Stiamo lavorando per migliorare questo servizio - spiega il direttore generale Giorgio Benedettini - abbiamo dovuto affrontare problemi di sicurezza e questioni di fatiscenza delle sedi operative. Questa convenzione ci permette di assicurare,. almeno, la presenza di  personale preparato al fianco dei dottori, spesso donne, sovente provenienti da altre città, poco avvezzi alla viabilità locale.» Il servizio risponde anche all'esigenza di razionalizzare il personale: fino ad oggi, i medici, proprio per ragioni di sicurezza, uscivano in coppia, lasciando il servizio nelle mani di un solo medico.
L'accordo, operativo dal prossimo primo ottobre, ha, però, suscitato qualche perplessità proprio tra il personale sanitario. I medici presenti hanno lamentato la scarsa professionalità dell'accompagnatore che, soprattutto in casi difficili, non potrà fornire un aiuto valido.
Un appunto che ha contrariato la presidente della sezione provinciale della CRI Viviana Garghentino : «I nostri volontari sono tutte persone addestrate. Sono abilitati a salire sulle ambulanze e a fornire assistenza in casi d'emergenza.»
Il disappunto dei medici, però, ha altre motivazioni che riguardano proprio il servizio di guardia medica, assolutamente sbilanciato nel rapporto medici-pazienti.« In questi giorni - dichiara un dottore - ci arrivano in media 30 telefonare a notte. Nei mesi invernali, in periodi di epidemie, i contatti al mese raggiungono i 3000. I medici per ogni turno sono 3, che salgono a 4 il sabato e la domenica, il nostro bacino di utenza è di circa 110 mila abitanti: un dottore ogni 30 mila abitanti!»
Il  problema, dunque, è il personale medico che non si trova, che scappa davanti alla mole di lavoro, che preferisce, appena può, altri incarichi.
«Il  problema - aggiunge l'ingegner Benedettini - è l'uso improprio che si fa della guardia medica. Spesso si chiama senza averne effettiva necessità. E questa è una questione d'educazione, si dovrebbe migliorare l'informazione sui servizi forniti dalla guardia medica.»
E nell'attesa che il carico di lavoro diventi più umano, le guardie mediche potranno consolarsi con l'autista, uno per ogni medico, e una vettura nuova fiammante che non li lascerà mai a piedi. 

Alessandra Toni

                                       

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