| Il Molina fa un
altro passo verso la cura della sofferenza: verrà infatti aperto un "Hospice"
con otto posti letto per l'assistenza dei malati terminali. A comunicarlo é la presidente
della struttura, Maria Rosa Madera, insieme al presidente delle Commissione sanità in
Regione Massimo Buscemi. "L'Hospice garantirà cure
fisiologiche e psicologiche ai malati - ha spiegato Maria Rosa Madera -, sorgerà nel
padiglione Bonicalzi, e avrà uno staff dedicato a queste patologie. Ci auguriamo
anche di approfondire una collaborazione con l'Asl ospedaliera per coordinare al meglio il
servizio".
Massimo Buscemi ha assicurato attenzione nel seguire la pratica sul
finanziamento della Regione Lombardia. Il progetto, che ha visto coinvolto da subito in
prima persona il direttore sociale dell'Asl, Vitelmi, prevede per la
ristrutturazione del padiglione e per le strutture una spesa di due miliardi e mezzo. Il
tempo previsto é di un anno e mezzo o due anni al massimo. "La Regione - ha spiegato
Buscemi - ha distribuito equamente i sedici posti disponibili per queste patologie tra
nord e sud provincia: otto al Molina di Varese e otto alla casa di riposo Camelot di
Gallarate (i Ronchi, ndr). Cercherò di far in modo che tutti i passaggi burocratici
vengano accorciati il più possibile, snellendo le pratiche e permettendo ai
professionisti impegnati di lavorare al meglio".
Il futuro Hospice si caratterizza come una struttura professionale
che darà ampio spazio al coinvolgimento umano. Alleviare la solitudine e il dolore delle
famiglie richiederà l'impiego di medici specializzati, ma anche l'utilizzo di volontari
(a questo proposito, preziosa, sarà la collaborazione con l'associazione "Varese con
te") e la disposizione degli spazi tale da rendere possibile la presenza costante dei
familiari dei degenti. L'ospedalizzazione dei malati terminali é molto costosa per le
aziende ospedaliere e avvilente per le famiglie. La creazione di spazi umanamente più
confortevoli rappresenta certamente una nuova forntierà di civiltà nell'assistenza ai
malati.
Il Molina é ormai da tempo avviato su questa strada. Come ha
spiegato la responsabile sanitaria Laura Greco, già da due anni l'istituto si dedica
all'applicazione di quelle che in gergo tecnico vengono definite "cure
palliative". Fino ad ora sono stati quaranta i ricoveri di questo tipo. Un impegno
che é stato supportato anche dal punto di vista della formazione del personale, con
l'utilizzo di un medico espressamente dedicato a queste situazione e opportunamente
formato.
Lo staff del Molina ha già dato in carico ad un professionista il
progetto esecutivo. Si prevede la ristrutturazione di un intero piano del Padiglione
Bonazzola e tutto l'edificio di collegamento tra il Padiglione Bonazzola e il Padiglione
Caravatti. Maria Rosa Madera ha anche sollecitato Massimo Buscemi e la Regione per la
soluzione di un altro problema: l'accreditamento da parte del Pirellone di cinquantacinque
posti del Molina attualmente inutilizzati. Buscemi é stato molto deciso nel presentare il
suo interessamento per la sanità del terriotorio. A tratti anche polemico verso
"coloro i quali devono dare le necessarie autorizzazioni e che a volte dimenticano le
pratiche nei cassetti". A giudicare dagli impegni presi dalla dirigenza e
dall'esponente di Forza Italia, c'è da sperare che questa volta le cose gireranno per il
verso giusto.
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