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Ore 16.28.28
Giorno
07/06/07
Una "casa" a servizio delle famiglie

"Il Molina è sempre più una casa della sofferenza"

Varese –  La Regione dà l'ok per otto posti. Il nuovo "Hospice" sorgerà nel padiglione Bonazzola e permetterà l'utilizzo di volontari e assistenza psicologica
Molina, un nuovo padiglione per i malati terminali

Il Molina fa un altro passo verso la cura della sofferenza: verrà infatti aperto un "Hospice" con otto posti letto per l'assistenza dei malati terminali. A comunicarlo é la presidente della struttura, Maria Rosa Madera, insieme al presidente delle Commissione sanità in Regione Massimo Buscemi.

"L'Hospice garantirà cure fisiologiche e psicologiche ai malati - ha spiegato Maria Rosa Madera -, sorgerà nel padiglione Bonicalzi,  e avrà uno staff dedicato a queste patologie. Ci auguriamo anche di approfondire una collaborazione con l'Asl ospedaliera per coordinare al meglio il servizio".

Massimo Buscemi ha assicurato attenzione nel seguire la pratica sul finanziamento della Regione Lombardia. Il progetto, che ha visto coinvolto da subito in prima persona il direttore sociale dell'Asl, Vitelmi,  prevede per la ristrutturazione del padiglione e per le strutture una spesa di due miliardi e mezzo. Il tempo previsto é di un anno e mezzo o due anni al massimo. "La Regione - ha spiegato Buscemi - ha distribuito equamente i sedici posti disponibili per queste patologie tra nord e sud provincia: otto al Molina di Varese e otto alla casa di riposo Camelot di Gallarate (i Ronchi, ndr). Cercherò di far in modo che tutti i passaggi burocratici vengano accorciati il più possibile, snellendo le pratiche e permettendo ai professionisti impegnati di lavorare al meglio". 

Il futuro Hospice si caratterizza come una struttura professionale che darà ampio spazio al coinvolgimento umano. Alleviare la solitudine e il dolore delle famiglie richiederà l'impiego di medici specializzati, ma anche l'utilizzo di volontari (a questo proposito, preziosa, sarà la collaborazione con l'associazione "Varese con te") e la disposizione degli spazi tale da rendere possibile la presenza costante dei familiari dei degenti. L'ospedalizzazione dei malati terminali é molto costosa per le aziende ospedaliere e avvilente per le famiglie. La creazione di spazi umanamente più confortevoli rappresenta certamente una nuova forntierà di civiltà nell'assistenza ai malati.

Il Molina é ormai da tempo avviato su questa strada. Come ha spiegato la responsabile sanitaria Laura Greco, già da due anni l'istituto si dedica all'applicazione di quelle che in gergo tecnico vengono definite "cure palliative". Fino ad ora sono stati quaranta i ricoveri di questo tipo. Un impegno che é stato supportato anche dal punto di vista della formazione del personale, con l'utilizzo di un medico espressamente dedicato a queste situazione e opportunamente formato.

Lo staff del Molina ha già dato in carico ad un professionista il progetto esecutivo. Si prevede la ristrutturazione di un intero piano del Padiglione Bonazzola e tutto l'edificio di collegamento tra il Padiglione Bonazzola e il Padiglione Caravatti. Maria Rosa Madera ha anche sollecitato Massimo Buscemi e la Regione per la soluzione di un altro problema: l'accreditamento da parte del Pirellone di cinquantacinque posti del Molina attualmente inutilizzati. Buscemi é stato molto deciso nel presentare il suo interessamento per la sanità del terriotorio. A tratti anche polemico verso "coloro i quali devono dare le necessarie autorizzazioni e che a volte dimenticano le pratiche nei cassetti". A giudicare dagli impegni presi dalla dirigenza e dall'esponente di Forza Italia, c'è da sperare che questa volta le cose gireranno per il verso giusto. 

Roberto Rotondo

                                       

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