| Gią dalle sue
note preliminari il "Progetto Hospice" si distingue rispetto alla normale
ospedalizzazione. "Una casa che garantisca un intervento assistenziale" viene
infatti definita la struttura. Ed é proprio in quell'appellativo, "casa", che
sta il salto di qualitą, sancito dalle "condizioni culturali" che il Molina
pone a base dell'intero progetto: presenza di familiari, amici e conoscenti; integrazione
con la vita del territorio; elevato contenuto assistenziale umano. Il Nucleo si articola in tre aree. La prima sarą destinata alla
residenzialitą: otto camere con bagno (nel lato est del secondo piano Bonazzola), letto
trasformabile in poltrona, tv. In posizione baricentrica alle camere vi sarą un locale di
postazione per il personale di assistenza, la cucineria-tisaneria, l'ambulatorio medico, i
servizi igienici. Tutti i locali si affacciano su un soggiorno polivalente.
Una seconda area verrą utilizzata per le terapie e conterrą un
locale per terapie antalgiche, un ambulatorio medico, un locale per i colloqui con il
personale, tre locali per il diurno, il bagno assistito e una saletta per le riunioni di
equipe.
La terza e ultima area verrą utilizzata come supporto. Il terrazzo
al secondo piano verrą trasformato in giardino pensile. Al primo piano verrą realizzata
una palestra alle cui attivitą potranno accedere gli otto malati dell'Hospice. Al piano
terra ci sarą uno spazio accoglienza, relazioni con il pubblico e volontariato.
Ed ecco lo staff che lavorerą nell'assistenza: un medico
palliativista, un caposala, sei infermieri professionali, dieci Asa, uno psicologo, un
assistente sociale, un assistente religioso, un gruppo di volontari delle associazioni
presenti sul territorio e sarą possibile l'integrazione di altre figure a seconda della
problematiche.
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