Scuola
elementare Mazzini ore 9.30: i bimbi sono al lavoro, per il primo giorno di scuola, già
da un ora, e i giornalisti invadono quello che ben presto sarà il loro tran-tran
quotidiano. La scuola di corso Como a Varese è stata scelta infatti dal Provveditore agli
studi di Varese Antonio Lupacchino per aprire ufficialmente l'anno scolastico 2000-2001
dei trentamila ragazzi varesini (e degli 809 che, solo in città, hanno cominciato la
prima elementare ). Una "banda di
ragazzini" che, se rappresentano davvero lo specchio della nostra società,
promettono davvero bene: come il bimbo che oggi di fronte ai media e per nulla frastornato
da tutte le novità, dopo che gli è stato chiarito chi fosse questo signor
"Provveditore" (non è facile per bambini che già hanno difficoltà a
comprendere appieno cosa sia una "scuola elementare"...), quando hanno domandato
agli alunni se avevano domande da rivolgergli, ha esordito sicuro:"io vorrei che
mescolasse le aule, perché nell'altra classe c'è il mio migliore amico"(nella
foto, la scena). E che sanno stare al mondo molto più di quanto i loro
genitori non facessero alla loro età: di fronte alle domande ingenue dei giornalisti come
"ti piace la geografia?" a bambini che sono nel mondo della scuola da una
manciata di minuti, loro fingono conoscenza con un fair play totale: rispondono
"sì" o "no" inventando totalmente e senza nessun imbarazzo. C'è da
averne paura...
Un mondo, anche nella vecchia Varese, allegramente
colorato anche nella pelle:"quest'anno i nuovi arrivati sono un pò meno: quattro su
32 primini - racconta Elena Bini, una delle due "maestre di prima" della Mazzini
- ma l'anno scorso i bambini extracomunitari erano ben 7 su 26" in arrivo da tutti i
continenti, perché se Norn è della costa D'Avorio, Roberto è del Salvador, e in seconda
due bambine africane sono le star dei fotografi - speriamo senza troppe invidie da parte
delle compagne di classe - per bellezza e treccine.
Tutti sono comunque accomunati da un dato comune: zaini o altri
accessori dei Pokemon e dagli astucci a tre piani, un vero must merceologico di
quest'anno.
Quest'anno scolastico, per il provveditore e per la scuola
dell'obbligo, è un vero e proprio "anno zero", l'anno in cui le scuole
diventano autonome o almeno sperimentano l'autonomia scolastica: un anno forse
difficile... "Ma io preferisco associarmi alle parole di una maestra di questa scuola
- ha spiegato Lupacchino - che ha detto positivamente e sinceramente: la scuola è
bellissima, nonostante tutto".
E se proprio non sarà bella fin da subito, basteranno forse a
spiegarla le parole di uno dei bambini di prima intervistati dai giornalisti"Mi hanno
detto che la scuola è bella, ma che mi divertirò di più quando sarò più
grandicello"
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