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di dieci giorni fa, dalle pagine di Varesenews, avevamo giā registrato una buona
notizia per Joshua Morgan: quella della sua chiamata a Roma per l'audizione presso la
commissione per i riugiati che studiava il suo caso. Una
chiamata molto in anticipo rispetto alla media delle attese di questi "profughi in
attesa di giudizio" che sbarcano sulle nostre terre dopo fughe rocambolesche dai loro
paesi in guerra e stazionano senza poter lavorare nč studiare per tutto il tempo in
cui dura questa attesa.
Ce ne eravamo rallegrati per lui, avevamo sperato in una diminuzione
delle attese anche pre gli altri suoi colleghi, e avevamo raccolto le parole di chi si
occupa giornalmente dei rifugiati che ci ammonivano "attenzione, per sapere se sarā
davvero da considerare rifugiato ci vorrā ancora un mese, un mese e mezzo": questo
č infatti il tempo standard necessario per avere il responso - normalemente fornito dalla
questura presso la quale il richiedente fa domanda - sul pronunciamento della commissione
romana.
E invece, proprio in queste ore circola la notizia che la domanda di
Joshua č stata accettata: una attesa record per la sua brevitā, che consentirā a Joshua
di diventare cittadino dello Stato italiano quasi a tutti gli effetti.
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l'articolo di dieci giorni fa
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