Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 16.28.07
Giorno
07/06/07
Varese - Approvata in Germania la legge che prevede i risarcimenti materiali a quei lavoratori italiani che durante la Seconda Guerra Mondiale furono costretti a lavorare per il Terzo Reicht. Assistenza gratuita dello SPI-CGIL e del patronato INCA per la raccolta e l’istruzione delle pratiche
Risarcimento ai lavoratori coatti, è la svolta 

La questione dei risarcimenti materiali agli italiani che hanno prestato lavoro coatto nella Germania nazifascista, dopo tante incertezze, illusioni e marce indietro sembra arrivata ad una svolta importante. Se il problema principale era quello di individuare la norma tedesca che statuiva il risarcimento, il problema è ora risolto perché, il 12 agosto scorso, il parlamento tedesco ha approvato la legge. L'annuncio è stato dato dalla segreteria della Cgil e dallo Spi-Cgil di Varese, davanti ad un nutrito gruppo di lavoratori che, durante il secondo conflitto mondiale, furono portati coattivamente in Germania per lavorare nei cantieri e nelle industrie del Terzo Reicht. 

Alla convocazione dell’associazione sindacale presso la Camera del lavoro di Via Nino Bixio hanno risposto in molti, più di sessanta, segno che sulla questione non si erano affievolite le speranze di ottenere un giusto risarcimento. Sguardi che si sono ritrovati un po' straniti e imbiancati dal tempo, ciascuno con la propria storia e i propri ricordi, attenti in ogni modo a cogliere tutte le novità normative e i passaggi burocratici per ottenere il risarcimento. Tra loro anche molti eredi, figli e nipoti, presenza e testimonianza importante in nome di quelli che non ci sono più. E proprio gli eredi riguarda la prima importante modifica della legge, intervenuta appena due settimane dopo l’approvazione. Infatti se inizialmente la norma li escludeva dal risarcimento, dopo la modifica del 28 agosto, gli eredi fino al quarto grado sono stati inseriti tra gli aventi diritto al risarcimento, a condizione che il lavoratore sia deceduto dopo il 15 febbraio 1999. Restano invece esclusi dalla previsione normativa i lavoratori coatti che lavorarono in Austria. Decisione questa molto discutibile, considerato che dopo l’Anschluss, l’annessione alla Germania del marzo 1938, l’Austria divenne una provincia del Reich tedesco.

«È chiaro che le aspettative di risarcimento sono molte- dice Ivana Brunato, segretaria generale della Cgil di Varese - e questo è un aspetto che rimane legato alle disposizioni dei ministeri interessati, soprattutto quelli tedeschi. Io sono molto soddisfatta per la risposta che queste persone hanno dato al nostro appello, perché è sì una questione di risarcimento materiale, ma non si puo' ignorare l'importanza che tale testimonianza ha per la memoria storica collettiva. Cio' che è successo durante il nazifascismo, tutto quello che hanno patito queste persone deve essere trasmesso alle nuove generazioni. E' importante, dunque, che accanto alla fase burocratica delle pratiche, cui noi teniamo e alla quale daremo gratuitamente tutta l’assistenza possibile, ci sia anche una fase di raccolta delle testimonianze.»

All’insegna della fiducia e del realismo, l’intervento di Alessandro Carrera direttore del patronato INCA. Carrera ha illustrato la procedura tecnica da seguire per istruire le pratiche. «Le domande giacciono ancora da noi perché pur essendo stata individuata la norma tedesca, deve essere ancora individuata la procedura precisa da seguire in Germania. Siamo in continuo contatto con l’INCA tedesco e abbiamo individuato nell’OIM (Organizzazione Internazionale Migranti) l’ente a cui inviare le domande di risarcimento, ad occuparsene non sarà la sezione italiana, ma la sezione stranieri. Siamo in attesa di ricevere la modulistica. Queste pratiche hanno grande valore in quanto testimonianza storica, però non bisogna dimenticare che vanno incontro alle regole della burocrazia. Noi abbiamo comunque raccolto e raccoglieremo tutte le domande, comprese quelle che hanno poche possibilità di accoglimento.»

Fernando Cerutti e Gino Torno dello Spi-Cgil hanno ribadito il loro impegno nell’assistere gli aventi diritto. «Abbiamo fatto il massimo possibile- ha detto Cerutti- il problema è morale e politico allo stesso tempo. Il sindacato pensionati della Cgil ha fatto proprio questo dramma, ha lottato fin dall’inizio per ottenere cio’ che oggi è realtà. La Germania fa questa azione come azione politica interna, per contrastare i rigurgiti nazifascisti che ha in casa, un problema reale, sentito anche dalla chiesa cattolica che non a caso si è offerta di rimpinguare le casse del fondo. La CGIL farà di tutto per evitare che la questione sia oggetto di speculazioni e delle attenzioni dei maneggioni. Le richieste dovranno essere individuali, non sono ammessi patrocini. Lo SPI-CGILcon il patronato INCA aiuterà ad istruire e a raccogliere le pratiche, dando gratuitamente tutta l’assistenza necessaria.»

L’istruzione e la raccolta delle pratiche è completamente gratuita. Per ulteriori informazioni contattare i seguenti numeri:
0332 276245 (Patronato INCA)
0332 276233 (SPI-CGIL)

0332 276111 - fax 0332 262002 (CGIL – via Nino Bixio n.37 Varese )

Michele Mancino

                                       

Torna all'inizio dell'articolo