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Ore 16.28.13
Giorno
07/06/07
Prossimo il trasferimento anche senza l'ok della Sovraintendenza
Brebbia –  Dalla Sovraintendenza milanese nessuna indiscrezione sul parere espresso a proposito del Monumento. Mentre le dichiarazioni di D'Agata suscitano l'indignazione di Marco Rossi
Solo perplessità sullo spostamento del Monumento ai Caduti

Ben dodici sono stati gli incontri fra Sovraintendenza ai beni architettonici e ambientali di Milano e il sindaco di Brebbia Adolfo D'Agata. Al centro dei colloqui lo spostamento del Monumento ai Caduti dalla sua sede attuale, nella centrale piazza Italia, allo spiazzo già predisposto contiguo al cimitero dei caduti.

Alla Sovraintendenza milanese spetta infatti di conferire un giudizio sull'eventuale trasferimento del monumento. Un giudizio, la cui attesa a detta del Sindaco, si è fatta estenuante, al punto di fissare una scadenza entro la fine di settembre. Se entro questo termine non arriverà nulla da Milano il Monumento sarà comunque spostato.

Tempi lunghi, ma nella norma della legge dicono dalla Sovraintendenza. «La richiesta presentata dal Sindaco è stata vagliata ed è stata mandata a Roma - spiega l'architetto Luca Rinaldi - e poiché si tratta di un monumento di interesse pubblico e che ha più di cinquant'anni, noi abbiamo espresso un parere, ma l'iter normale impone una decisione dal Ministero dei beni e delle attività culturali».

Nessuna indiscrezione sul parere espresso dalla Sovraintendenza. «Si è trattato di una pratica molto discussa - ha precisato Rinaldi - nel corso della quale abbiamo espresso delle perplessità, ma adesso la decisione definitiva spetta al Ministero».

La vicenda, e nel caso specifico le dichiarazioni battagliere del Primo cittadino, non hanno mancato di alimentare l'intervento di Marco Rossi, capogruppo consiliare di minoranza della Lega Nord. «In merito a ciò mi preme fare una considerazione - ha dichiarato - non tanto come rappresentante politico, ma in quanto "cittadino", in merito alla gravità del tenore delle affermazioni del sig. Adolfo: un Sindaco nonché segretario comunale, tale è il dott. D’Agata per due Comuni del varesotto, che rappresenta le istituzioni e che dovrebbe per primo egli stesso essere garante e tutore della legalità e delle leggi, non può paventare pubblicamente sulle pagine dei quotidiani la volontà di commettere un reato».

«E’ con indignazione di cittadino - conclude Marco Rossi - che esprimo questo mio pensiero nei confronti di colui che con queste affermazioni mascherate da atti di coraggio e risolutezza, dimostra solo arroganza nei confronti dei propri cittadini e disprezzo delle regole delle istituzioni di cui egli fa parte e rappresenta».

                                      Catia Spagnolo 

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