Ben dodici sono stati gli incontri fra Sovraintendenza ai beni architettonici
e ambientali di Milano e il sindaco di Brebbia Adolfo D'Agata. Al centro dei colloqui lo
spostamento del Monumento ai Caduti dalla sua sede attuale,
nella centrale piazza Italia, allo spiazzo già predisposto contiguo al cimitero dei
caduti.
Alla Sovraintendenza milanese spetta infatti di
conferire un giudizio sull'eventuale trasferimento del monumento. Un giudizio, la cui
attesa a detta del Sindaco, si è fatta estenuante, al punto di fissare una scadenza entro
la fine di settembre. Se entro questo termine non arriverà nulla da Milano il Monumento
sarà comunque spostato.
Tempi lunghi, ma nella norma della legge dicono
dalla Sovraintendenza. «La richiesta presentata dal Sindaco è stata vagliata ed è stata
mandata a Roma - spiega l'architetto Luca Rinaldi - e poiché si tratta di un monumento di
interesse pubblico e che ha più di cinquant'anni, noi abbiamo espresso un parere, ma
l'iter normale impone una decisione dal Ministero dei beni e delle attività culturali».
Nessuna indiscrezione sul parere espresso dalla
Sovraintendenza. «Si è trattato di una pratica molto discussa - ha precisato Rinaldi -
nel corso della quale abbiamo espresso delle perplessità, ma adesso la decisione
definitiva spetta al Ministero».
La vicenda, e nel caso specifico le dichiarazioni
battagliere del Primo cittadino, non hanno mancato di alimentare l'intervento di Marco
Rossi, capogruppo consiliare di minoranza della Lega Nord. «In merito a ciò mi preme
fare una considerazione - ha dichiarato - non tanto come rappresentante politico, ma in
quanto "cittadino", in merito alla gravità del tenore delle affermazioni del
sig. Adolfo: un Sindaco nonché segretario comunale, tale è il dott. DAgata per due
Comuni del varesotto, che rappresenta le istituzioni e che dovrebbe per primo egli stesso
essere garante e tutore della legalità e delle leggi, non può paventare pubblicamente
sulle pagine dei quotidiani la volontà di commettere un reato».
«E con indignazione di cittadino - conclude
Marco Rossi - che esprimo questo mio pensiero nei confronti di colui che con queste
affermazioni mascherate da atti di coraggio e risolutezza, dimostra solo arroganza nei
confronti dei propri cittadini e disprezzo delle regole delle istituzioni di cui egli fa
parte e rappresenta».
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