"Cari
amici vi comunico che nei prossimi giorni formalizzerò
le mie dimissioni da primario del reparto di cardiologia dove
ho lavorato per tanti anni."
Il professor Giovanni Binaghi con voce quieta, quasi fosse una normale comunicazione di
servizio ai soci del Rotary Club Varese del quale è presidente, fa il clamoroso annuncio
al termine del meeting imperniato sulla relazione del professor Garofoli, docente
dell'Università dell'Insubria, che ha intrattenuto i presenti sulle problematiche della
crescita economica del nostro territorio in rapporto alla globalizzazione.
Giovanni Binaghi è tranquillo e succinto anche nelle risposte
al cronista che chiede lumi su una decisione che evidentemente ha dei retroscena:
" Me ne vado perché la direzione sanitaria ha manifestato il proposito di rompere
l'unità del reparto di cardiologia: si vuole infatti istituire nello stesso ambito un
servizio di cardiologia dove si fanno le stesse cose che si fanno nel reparto, il tutto
senza procedere a nessun potenziamento" Vale a dire ?
«Che non ci sarà un aumento di posti letto e di conseguenza
mentre diminuirà la produttività si creerà un disservizio che ricadrà sugli ammalati.
L'attuale attività del reparto di cardiologia l'ho sviluppata in trent'anni di lavoro ed
io
non voglio, rimanendo sul posto, assistere a problemi di questo tipo».
Professore, esiste la possibilità di un suo ripensamento?
«Certamente, basta che lascino intatto il reparto che mi è affidato».
Ma ci saranno pure degli effetti positivi in questa divisione del
reparto...
«Non ne vedo nessuno perché, lo ripeto, non c'è aumento
dei posti letto e le attività che si svolgerebbero nei due corpi separati di fatto
sarebbero le stesse. Il tutto mi sembra che abbia più l'aspetto di un
"contentino" clientelare e se così fosse non entrerei mai nel merito».
Perplessità dei vertici ospedalieri davanti alla dichiarazioni
del professor Binaghi: la contestata divisione del reparto di
cardiologia consisterebbe nell'assegnazione di un solo letto
per degenze di tipo particolare relative a un'altra unità operativa. Da 29 i posti letto
di cardiologia scenderebbero così a 28, non è certo il caso di parlare anche di
clientelarismo
ha fatto osservare la direzione sanitaria che si riserva di
fornire ampia documentazione sull'intera vicenda. Non c'è, da parte loro, intenzione di
scendere in guerra con Cardiologia, ma nemmeno si accettano versioni non rispondenti alla
realtà.
La presa di posizione del primario Binaghi però è stata forte: c'è stato allora qualche
equivoco? |