Il nome della rivista è esplicativo:
Tracce. Tracce lasciate e tracce riscoperte, tracce ritrovate e tracce ancora da
ritrovare. Un titolo azzeccato per tutto quello che di Tracce è l'anima: curiosità,
studio e approfondimento sulla storia, l'arte e l'attualità del territorio varesino.
Nel corso di venti anni la rivista bimestrale ha cambiato
la grafica della sua copertina (una volta aveva in prima pagina una foto), ha avuto ben
tre editori diversi ma ha sempre mantenuto, ed i fondatori ci tengono molto a
sottolinearlo, la stessa linea, la stessa passione e "attenzione a ciò che ha
segnato la storia della zona varesina".
Il primo numerò uscì nell'autunno del 1980 sotto la
direzione di Roberto Nebuloni (che fortemente credette in questa avventura)
caratterizzandosi fin da subito per la precisa attenzione al territorio locale.
Nel corso della tavola rotonda, voltasi ieri sera al
Castello di Masnago, si è ripercorsa la lunga strada editoriale che ha reso Tracce ormai
un punto riferimento importante per ogni studio sul varesotto, attraverso le testimonianze
di Giuseppe Redaelli, Paolo Cottini, Costante Portatadino, Gianfranco Garancini e Luca
Rinaldi.
Nella suggestiva "sala degli svaghi" del Museo un
centinaio di persone ha festeggiato il compleanno della rivista che con il numero 38
taglia il traguardo di venti anni di attività. Anche con questo "corposo"
numero si è cercato di riscoprire la provincia, che non è solo ricca dal punto di vista
finanziario ma custodisce testimonianze, monumenti e storie, molte delle quali ancora
tutte da approfondire.
Il nuovo numero propone una conversazione di Riccardo Prina con
Marcello Morandini su " L'emozione di una ricerca continua tra arte e design",
la ricostruzione storica di Paolo Cottini delle vicende che hanno caratterizzato la vita
di Villa Recalcati, prima villa di delizie, poi Grand Hotel, quindi sede della Provincia.
Un vivace affresco di Alba Bernard, autrice di una ricerca sull'arrivo a Malpensa dei
Volontari Ciclisti e Automobilisti nel 1915, testimonianza di un momento particolare di
vita della Gallarate del Novecento, il racconto di Luisa Negri, che rievoca la posa della
Croce di Ludovico Pogliaghi al Monte Tre Croci nell'anno giubilare 1900. Completano la
rivista un contributo di Vito Zani "A proposito della monografia di Marco Rosci sul
Cerano" e le consuete rubriche di attualità e di notizie dei Beni Culturali e
Ambientali del territorio curate rispettivamente da Luisa Negri e Luca Rinaldi.
Un compleanno felice che non vuole segnare un punto di arrivo ma un
traguardo da dove ripartire.
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