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Ore 16.28.27
Giorno
07/06/07
Qualcuno conosce un razzismo intelligente?
Varese –  Maroni: "Non c'è razzismo intelligente, ma il consigliere Puricelli ha ragione".
"Varese non è una città razzista"

Chiedo ospitalità a VaresNews, nella mia qualità di Presidente del Consiglio Comunale di Varese, per esprimere brevemente la mia opinione sulla questione posta dall'editoriale del 21 settembre a firma Luther Blisset dal titolo "Qualcuno conosce un razzismo intelligente?".
La risposta (ovvia) alla domanda (retorica) è: "certamente no". Per sua natura il razzismo è negazione di ogni sentimento e di ogni intelligenza, é un atteggiamento che seppellisce la solidarietà e considera il diverso un nemico da sopprimere. Queste sono le considerazioni che hanno portato il consigliere Puricelli (intervenuto in Consiglio Comunale sull'episodio di violenza ad un cittadino extracomunitario da parte di due ragazzi varesini) a negare che Varese sia una città razzista. La violenza di due balordi, giustamente condannata da tutti, è un brutto episodio, certo, a cui fanno tuttavia da contrappeso decine di atti di solidarietà che ogni giorno i cittadini e le istituzioni di Varese compiono senza clamore e senza che una stampa troppo poco attenta riesca mai a sottolinearne a sufficienza l'alto valore civile. Varese non è una città razzista, questo ho inteso dire dal Consigliere Puricelli, ed io sono d'accordo con lui. Nessuno abbassa certo la guardia, ma paragonare quanto accaduto a Varese con il fenomeno mafioso mi pare (questo lo dico da ex Ministro dell'Interno) francamente piuttosto delirante.
Grazie dell'ospitalità.


On.Roberto Maroni
Presidente del Consiglio Comunale di Varese

L'editoriale di alcuni giorni fa non affermava affatto che Varese è una città razzista. Veniva fatta una considerazione circa l'uso del linguaggio. Chissà perché spaventa così tanto dire che la nostra società contiene tanti e preoccupanti germi di razzismo? Il paragone con la mafia non era certo per dire che Varese è una città mafiosa, tanto è che si parlava di Palermo. Era una provocazione per far capire come i fenomeni più inquietanti nel nostro paese si cerca di rimuoverli proprio a partire dal linguaggio.
Nel merito poi, onorevole Maroni, noi siamo molto attenti a tutte quelle realtà positive che emergono nel tessuto sociale. Diversi redattori provengono da quel mondo del volontariato che tanto fa  e quasi sempre in silenzio. Le garantisco inoltre che non c'era alcuna vena polemica con il consigliere Puricelli, che stimiamo sia come esponente politico che come cittadino. 
Appena ieri sul nostro maggiore quotidiano locale appariva una lettera di una tifosa dei Roosters la quale dopo aver raccontato la sua versione dei brutti fatti accaduti durante una partita, se la prende con la nostra democrazia che permette perfino a un nero di essere il portabandiera alle olimpiadi. Varese non è solo questo e lo sappiamo bene, ma ricordarci che queste idee vogliono diffondersi e diventare maggioranza,  forse ci farebbe bene a tutti. (M.G.)

                                     

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