Chiedo
ospitalità a VaresNews, nella mia qualità di Presidente del Consiglio Comunale di
Varese, per esprimere brevemente la mia opinione sulla questione posta dall'editoriale del
21 settembre a firma Luther Blisset dal titolo "Qualcuno conosce un razzismo
intelligente?".
La risposta (ovvia) alla domanda (retorica) è: "certamente no". Per sua natura
il razzismo è negazione di ogni sentimento e di ogni intelligenza, é un atteggiamento
che seppellisce la solidarietà e considera il diverso un nemico da sopprimere. Queste
sono le considerazioni che hanno portato il consigliere Puricelli (intervenuto in
Consiglio Comunale sull'episodio di violenza ad un cittadino extracomunitario da parte di
due ragazzi varesini) a negare che Varese sia una città razzista. La violenza di due
balordi, giustamente condannata da tutti, è un brutto episodio, certo, a cui fanno
tuttavia da contrappeso decine di atti di solidarietà che ogni giorno i cittadini e le
istituzioni di Varese compiono senza clamore e senza che una stampa troppo poco attenta
riesca mai a sottolinearne a sufficienza l'alto valore civile. Varese non è una città
razzista, questo ho inteso dire dal Consigliere Puricelli, ed io sono d'accordo con lui.
Nessuno abbassa certo la guardia, ma paragonare quanto accaduto a Varese con il fenomeno
mafioso mi pare (questo lo dico da ex Ministro dell'Interno) francamente piuttosto
delirante.
Grazie dell'ospitalità.
On.Roberto Maroni
Presidente del Consiglio Comunale di Varese
L'editoriale di alcuni giorni fa non affermava
affatto che Varese è una città razzista. Veniva fatta una considerazione circa l'uso del
linguaggio. Chissà perché spaventa così tanto dire che la nostra società contiene
tanti e preoccupanti germi di razzismo? Il paragone con la mafia non era certo per dire
che Varese è una città mafiosa, tanto è che si parlava di Palermo. Era una provocazione
per far capire come i fenomeni più inquietanti nel nostro paese si cerca di rimuoverli
proprio a partire dal linguaggio.
Nel merito poi, onorevole Maroni, noi siamo molto attenti a tutte quelle realtà positive
che emergono nel tessuto sociale. Diversi redattori provengono da quel mondo del
volontariato che tanto fa e quasi sempre in silenzio. Le garantisco inoltre che non
c'era alcuna vena polemica con il consigliere Puricelli, che stimiamo sia come esponente
politico che come cittadino.
Appena ieri sul nostro maggiore quotidiano locale appariva una lettera di una tifosa dei
Roosters la quale dopo aver raccontato la sua versione dei brutti fatti accaduti durante
una partita, se la prende con la nostra democrazia che permette perfino a un nero di
essere il portabandiera alle olimpiadi. Varese non è solo questo e lo sappiamo bene, ma
ricordarci che queste idee vogliono diffondersi e diventare maggioranza, forse ci
farebbe bene a tutti. (M.G.)
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