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Ore 16.28.03
Giorno
07/06/07
Varese –  Sul futuro assetto di Aspem interviene il sindacato. In una serata di confronto con i lavoratori CGIL, CISL e UIl chiariscono la loro posizione: « L'azienda non è solo un immobile»
Trasformazione di Aspem: i lavoratori vedono nero

«L'Aspem non è un immobile. L'Aspem sono i lavoratori, la loro professionalità, la qualità del servizio, la soddisfazione degli utenti.»
È questo in sintesi il pensiero di tanti dipendenti dell'azienda di servizi varesina che si sono riuniti insieme ai vertici locali di CGIL, CISL e UIL per chiarirsi le idee sul futuro della "pubblic utilities" , di cui si discuterà durante il prossimo consiglio comunale.
In apertura di dibattito, l'assessore comunale al patrimonio e alle partecipazioni societarie Costantino Lazzari ha presentato il piano di trasformazione di Aspem che verrà discusso dai consiglieri, un progetto in base al quale la maggioranza rimarrà nelle mani del Comune, mentre una quota (fino al 40%) sarà venduta ad un partner tecnologico privato che renderà più competitiva l'azienda.
Nel corso della serata si è più volte posto l'accento sui pericoli derivanti da una brutale privatizzazione, che danneggerebbe sia gli utenti, non più garantiti sulla qualità del servizio e sui costi, sia i lavoratori.
«Si sente sempre parlare di Aspem come se fosse solo un immobile che deve portare finanze alle casse comunali- accusa Stefano Rocci della CGIL - Da dieci anni non si fanno investimenti in Aspem. Il forziere dell'azienda è stato progressivamente dilapidato. Negli ultimi 4 anni ci sono stati ripetuti prelievi per oltre 40 miliardi. Proprio l'attuale sindaco Fumagalli   ha attinto 20 miliardi in un colpo solo. Ne rimangono 16: ma dureranno poco. Non c'è alcun interesse a lasciare rifornite le casse se queste andranno in mano ai privati .»
Preoccupazioni sono state espresse sul futuro della qualità dei servizi. Il miglior offerente, si è chiesto a gran voce, dovrà anche essere in grado di assicurare uguali standard di prestazioni, dovrà rispettare regole gestionali e tariffarie che vanno individuate subito.
I tre sindacati confederali sul futuro assetto di Aspem hanno presentato una proposta che prevede:
- la trasformazione in un'unica società multiservizi che consenta l'unificazione di varie funzioni e garantisca elevati standard di efficienza e un migliore utilizzo delle risorse umane disponibili, oltre a consentire un efficace coordinamento della programmazione degli interventi di costruzione e di manutenzione di reti ed impianti.
- la gestione dei servizi attraverso rami operativi specifici per ogni settore permettendo economie di scala e un livello di qualità nei servizi erogati e costi imprenditorialmente accettabili;
- il finanziamento dei servizi attraverso la partecipazione di vari soggetti presenti sul territorio alla SpA, mantenendo nelle mani degli Enti locali interessati il controllo strategico dell'azienda, favorendo peraltro anche forme di azionariato diffuso.
Per CGIL, CISL e UIL , infine, sarebbe necessaria la graduale fusione delle più importanti società di pubblici servizi, operanti nell'ambito del territorio provinciale, in una società di capitali che riunisca tutti i servizi degli enti locali della nostra provincia.
«Noi rimarremo fermamente contrari ad ogni ipotesi che privatizzi brutalmente- conclude Rocci- e useremo tutti gli strumenti di cui siamo in possesso per far sentire il nostro disaccordo.»
L'appuntamento è per lunedì prossimo in consiglio comunale.

                                    Alessandra Toni

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