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| Varese Sul
futuro assetto di Aspem interviene il sindacato. In una serata di confronto con i
lavoratori CGIL, CISL e UIl chiariscono la loro posizione: « L'azienda non è solo un
immobile» |
| Trasformazione di
Aspem: i lavoratori vedono nero |
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«L'Aspem non è
un immobile. L'Aspem sono i lavoratori, la loro professionalità, la qualità del
servizio, la soddisfazione degli utenti.»
È questo in sintesi il pensiero di tanti dipendenti dell'azienda di servizi varesina che
si sono riuniti insieme ai vertici locali di CGIL, CISL e UIL per chiarirsi le idee sul
futuro della "pubblic utilities" , di cui si discuterà durante il prossimo
consiglio comunale.
In apertura di dibattito, l'assessore comunale al patrimonio e alle partecipazioni
societarie Costantino Lazzari ha presentato il piano di trasformazione di Aspem che verrà
discusso dai consiglieri, un progetto in base al quale la maggioranza rimarrà nelle mani
del Comune, mentre una quota (fino al 40%) sarà venduta ad un partner tecnologico privato
che renderà più competitiva l'azienda.
Nel corso della serata si è più volte posto l'accento sui pericoli derivanti da una
brutale privatizzazione, che danneggerebbe sia gli utenti, non più garantiti sulla
qualità del servizio e sui costi, sia i lavoratori.
«Si sente sempre parlare di Aspem come se fosse solo un immobile che deve portare finanze
alle casse comunali- accusa Stefano Rocci della CGIL - Da dieci anni non si fanno
investimenti in Aspem. Il forziere dell'azienda è stato progressivamente dilapidato.
Negli ultimi 4 anni ci sono stati ripetuti prelievi per oltre 40 miliardi. Proprio
l'attuale sindaco Fumagalli ha attinto 20 miliardi in un colpo solo. Ne
rimangono 16: ma dureranno poco. Non c'è alcun interesse a lasciare rifornite le casse se
queste andranno in mano ai privati .»
Preoccupazioni sono state espresse sul futuro della qualità dei servizi. Il miglior
offerente, si è chiesto a gran voce, dovrà anche essere in grado di assicurare uguali
standard di prestazioni, dovrà rispettare regole gestionali e tariffarie che vanno
individuate subito.
I tre sindacati confederali sul futuro assetto di Aspem hanno presentato una proposta che
prevede:
- la trasformazione in un'unica società multiservizi che consenta l'unificazione di varie
funzioni e garantisca elevati standard di efficienza e un migliore utilizzo delle risorse
umane disponibili, oltre a consentire un efficace coordinamento della programmazione degli
interventi di costruzione e di manutenzione di reti ed impianti.
- la gestione dei servizi attraverso rami operativi specifici per ogni settore permettendo
economie di scala e un livello di qualità nei servizi erogati e costi imprenditorialmente
accettabili;
- il finanziamento dei servizi attraverso la partecipazione di vari soggetti presenti sul
territorio alla SpA, mantenendo nelle mani degli Enti locali interessati il controllo
strategico dell'azienda, favorendo peraltro anche forme di azionariato diffuso.
Per CGIL, CISL e UIL , infine, sarebbe necessaria la graduale fusione delle più
importanti società di pubblici servizi, operanti nell'ambito del territorio provinciale,
in una società di capitali che riunisca tutti i servizi degli enti locali della nostra
provincia.
«Noi rimarremo fermamente contrari ad ogni ipotesi che privatizzi brutalmente- conclude
Rocci- e useremo tutti gli strumenti di cui siamo in possesso per far sentire il nostro
disaccordo.»
L'appuntamento è per lunedì prossimo in consiglio comunale. |
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Alessandra
Toni
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