Con rabbia scriviamo questa lettera di protesta contro tutti
quelli che stanno speculando e strumentalizzando il nostro diritto allo studio.
Noi studenti dell'ITC ci stiamo chiedendo da 10 giorni il motivo per il quale siamo stati
letteralmente cacciati dall'ala principale del nostro Istituto per lasciare spazio al
distaccamento dell'ITPA. Nonostante avessero bisogno di sole sei aule, quelle che noi
eravamo pronti a cedere, il loro "dirigente scolastico" appoggiato dalla
Provincia si è impossessato di 31 aule. Possesso ottenuto senza incontrare nessun
ostacolo, ad eccezione della nostra eroica preside che si sta battendo tuttora per
difendere i NOSTRI DIRITTI.
La cosa che ci fa più rabbia è l'ipocrisia che ha caratterizzato tutta la vicenda: lo
scorso anno l'ex assessore Borgo parlava di spostamenti di un ridotto numero di classi, di
lavori per l'apertura di una sala ristoro, di ammodernamento dell'Istituto proponendoci
sempre nuovi progetti per mostrarci quanto stessero facendo per migliorare il nostro
servizio scolastico senza mai parlare della squallida realtà in cui ci siamo trovati, se
non a progetto già approvato.
Tutto questo poteva essere evitato con un po' di chiarezza: ci siamo ritrovati a settembre
con un Istituto diviso su otto differenti livelli, che determina non solo la difficoltà
di comunicare tra biennio e triennio, ma anche disagi per i collaboratori scolastici e
professori.
Siamo veramente "incazzati" per il modo scorretto in cui sono stati attaccati la
nostra preside e il nostro Istituto sull'articolo divulgato da "Varesenews". La
sig.ra Biotti Maj è stata ripetutamente insultata e offesa solo perché non si è voluta
piegare ad una scelta che ha portato solo malcontento all'interno dei due istituti. Ci
chiediamo il motivo per il quale le nostre continue proteste degli anni passati per le
condizioni dei servizi "igienici" non siano mai state prese in considerazione
mentre è stato subito gridato allo scandalo quando a lamentarsi è stata forse una scuola
" che si considera più prestigiosa " come l'ITPA. In proposito ricordiamo che
il 3 settembre era domenica.
Questa non è una guerra tra gli studenti, ma contro chi in questa vicenda ha pensato solo
ai propri interessi.
È in gioco il nostro futuro, si parla di noi come se fossimo già spariti, come se la
nostra fosse scuola di secondo livello, eppure oltre ad essere il secondo Istituto Tecnico
Commerciale più antico d'Italia, nonché il primo nato a Varese, è anche uno di quelli
didatticamente più validi, come dimostrano i risultati dell'ultimo esame di Stato che
hanno contribuito sensibilmente ad innalzare la media provinciale. Non resteremo in
silenzio a guardare la scomparsa del nostro Istituto ma ci batteremo con tutti i mezzi per
conservare la nostra identità.
I futuri ragionieri
Con piacere, la redazione di Varesenews pubblica questa lettera.
Parole che meglio chiariscono i contorni di una vicenda che noi abbiamo iniziato a
raccontare. Ringraziamo, quindi, i ragazzi per la loro testimonianza anche se respingiamo
le accuse che ci muovono direttamente: la nostra informazione è stata la più oggettiva
possibile. Le accuse che vengono citate nell'articolo sono virgolettate quindi sono
dichiarazioni fornite dall'intervistato al cronista, che le ha semplicemente riportate
com'è suo dovere fare. Rimaniamo comunque a disposizione di chiunque voglia
fornire ulteriori testimonianze su questa come su altre vicende. (at)
|