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| Varese Il
Consiglio comunale approva il piano per la privatizzazione di Aspem. L'azienda di servizi
sarà controllata dall'amministrazione ed avrà un partner tecnologico. Critici i
lavoratori: «È una svendita» |
| Aspem: arriva il
partner tecnologico |
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Con 19 voti a favore, 8 contrari
e 5 astenuti, il consiglio comunale ha approvato l'atto d'indirizzo per la privatizzazione
di Aspem.
Tramontata l'ipotesi della holding e delle 4 consociate, la maggioranza leghista ha
accettato il piano messo a punto dall'assessore Costantino Lazzari.
Il destino di Aspem prevede una spartizione che non ha soddisfatto nè le sinistre, nè,
tanto meno, i lavoratori dell'azienda di servizi che parlano apertamente di svendita.
L'amministrazione comunale manterrà il 51% delle azioni. La quota restante sarà divisa
tra un partner tecnologico, che avrà una quota tra il 40 e il 34%, e altri enti
territoriali o, eventualmente, cittadini interessati tra quelli residenti nei comuni
serviti da Aspem.
«Il piano persegue i 4 obiettivi che ci eravamo prefissati - spiega in apertura di seduta
Lazzari - Le necessità del Comune erano: reperire liquidità velocemente, mantenere il
rapporto qualità prezzo dei servizi, potenziare la società raggiungendo un elevato grado
di competitività, mantenere il controllo dell'esercizio nell'interesse pubblico».
Le critiche hanno investito sia la necessità di reperire liquidità velocemente, sia
l'assenza di ipotesi di accordo con le "pubblic utilities" presenti sul
territorio provinciale (da Gallarate, a Busto, a Saronno fino a Legnano) che avrebbero
creato un polo capace di competere sul mercato.
Un'altra critica ha riguardato la cancellazione dell'ipotesi dell'azionariato diffuso,
nonostante la difesa fornita dell'assessore, secondo il quale il mercato è troppo labile
per incentivare la popolazione ad avventurarsi nei suoi giochetti.
Generale, infine, la richiesta di mantenere invariato il livello della qualità dei
servizi e di porre particolare attenzione alle risorse umane. Un'assicurazione che,
comunque, non ha tranquillizzato le maestranze: « Siamo preoccupati per il nostro futuro
- commenta Mario Velli della Rsu - si tratta di una svendita. Non hanno nemmeno
provato a far espandere l'azienda sul territorio. Si doveva percorrere l'alleanza con le
altre aziende della provincia. Ora ci consulteremo e vedremo cosa fare.»
Dunque, il partner tecnologico affiancherà l'amministrazione comunale nella gestione dei
servizi: il socio dovrà potenziare l'azienda. Proprio sulla sua professionalità e
competenza rimane il grande dubbio circa la futura gestione : spetterà al Comune con le
sue giunte che si succedono nel tempo o al managment stabile del partner privato? Il
consigliere Paci ha espresso scetticismo sul punto e ha invitato a riflettere sui
metodi per assicurare ai cittadini di Varese una qualità di vita gestita sempre dai suoi
rappresentanti. |
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Alessandra
Toni
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