Riceviamo
e pubblichiamoI disagi di cui stanno
soffrendo oggi non solo gli alunni dell'ITPA "Casula" ma anche gli studenti e
tutto il personale dell'ITC "Daverio", erano ben prevedibili, originano da
elementi di ordine oggettivo, fisico, strutturale e tempistico conseguenti alla scelta
operata dalla Amministrazione Provinciale.
La compartimentazione stabilita, oltre alla cessione di
spazi da parte del "Daverio", ha determinato uno scambio di 16 aule: i nostri
studenti sono stati trasferiti nel distaccamento del "Casula", i loro nel corpo
centrale del "Daverio" quivi con una spartizione di utilizzo in verticale.
Circa la nuova attribuzione di spazi, che l'Istituto si è
trovato nella condizione di dover accettare non ho mai rilasciato, in sintonia con
l'intera comunità scolastica, e nella prospettiva di riduzione di funzioni, qualsivoglia
attestazione di gradimento, comunicando alla Amministrazione Provinciale le deliberazioni
ed i giudizi del Consiglio di Istituto finalizzati alla tutela dei diritti degli studenti,
del personale del "Daverio" e della progressiva migliore qualificazione
dell'attività educativa e formativa della scuola. Per altro con una comunicazione di fine
luglio alla Provincia, nell'assicurare il massimo impegno mio e dei collaboratori per
garantire il servizio scolastico all'avvio delle lezioni, ho segnalato la possibilità del
verificarsi di disfunzioni e disagi legati ai tempi ravvicinati rispetto all'inizio
dell'anno scolastico e alla delimitazione degli spazi con particolare riferimento alla
ubicazione, consistenza, destinazione dei servizi, alle entrate ed ai collegamenti,
declinando ogni conseguente responsabilità.
Nella fase di trasferimento mi sono attenuta puntualmente
alle procedure dettate dalla Amministrazione Provinciale con comunicazione pervenuta il 30
agosto 2000: individuazione delle classi di definitiva assegnazione - non movimentazione
degli arredi delle aule - adempimenti per il trasferimento di altri arredi da parte di
Ditta incaricata dalla Provincia stessa (ditta intervenuta il 6/9).
In data 2 settembre ho rivolto invito al dirigente
scolastico dell'ITPA ad addivenire al formale passaggio di consegna al fine di realizzare
il trasferimento nel rispetto della legalità amministrativa, invito ribadito il 5
settembre e realizzato il 7/9.
E' opportuno anche fare chiarezza sul balletto delle cifre
della popolazione scolastica per cui si vorrebbe attribuire all'Istituto
"Daverio" di aver perso nell'ultimo quadriennio 500 alunni, la realtà per
fortuna è ben diversa, la mia affermazione è confermata da cifre che sono disposta a
fornire tempestivamente a richiesta.
Attualmente sono iscritti al "Daverio" 636
alunni, distribuiti in 27 classi tra diurno e serale.
Da tre anni il numero delle classi prime è costante; si
registra un' interessante e crescente richiesta dell'indirizzo programmatori informatici -
sperimentazione Mercurio - che per le esigenze delle attività curriculari richiede
l'espansione dei laboratori e delle dotazioni multimediali.
Questo indirizzo accanto all'attivazione, da gennaio 2000,
dell'attività di simulazione di impresa, in collaborazione con la B-Ticino, la Inda di
Caravate, la Lindt Sprüngli di Induno O.. la Mascioni di Cuvio e la Polinelli di Daverio,
all'implementazione dello svolgimento di stage aziendali (quest'anno svolti da 90
allievi), al progetto Socrates di scambi di studenti col Belgio e la Germania, alla
sperimentazione serale "Sirio" che pone l'accento sui processi di apprendimento
più efficaci per gli studenti adulti in sintonia con le esperienze lavorative,
all'accreditamento dell'Istituto come sede di esame di un centro E.C.D.L. che rilascia la
patente informatica europea, esprime la tensione dell'Istituto per offrire una formazione
sempre più differenziata e di qualità.
Da qui le legittime preoccupazioni e le istanze avanzate
affinché la riduzione degli spazi non andasse a vanificare gli sforzi in atto e non
pregiudicasse l'attività degli studenti.
In conclusione, ritornando al discorso dei lamentati
disagi, le insinuazioni su presunti comportamenti non corretti da parte mia si commentano
da soli quando sono poste in relazione a disfunzioni e disagi relativi a porte strette,
insufficienze impiantistiche, percorsi prativi che si allagano in occasione di maltempo e
via dicendo.
Non vorrei, mi consenta, che a ricalco di un risaputo
adagio "Piove, governo ladro!" qualcuno si consolasse delle disfunzioni e si
ribaltassero le responsabilità con "Piove, preside Biotti ostruzionista!".
Nota dell'avv. prof. Luca R Perfetti
La vicenda dello spostamento delle aule è molto singolare. L'amministrazione
provinciale ha convocato i Presidi ad una riunione informale (non esiste un verbale!) per
presentare la proposta di spostamento. La legge non conferisce alcuna competenza alla
Provincia. Solo in futuro, quando si verificheranno tutti i presupposti previsti dalla
legge, la Provincia avrà delle competenze. Comunque, anche quando ciò sarà, le
decisioni di questo tipo dovranno essere prese dopo aver sentito in conferenza i presidi
degli istituti interessati. In questo caso, quindi, abbiamo un'amministrazione provinciale
che sposta a piacimento (o a piacimento di qualche preside più gradito di altri) classi e
studenti, senza averne le competenze e senza seguire le procedura che dovrà osservare
quando competenze avrà. Si tratta di un ipotesi di evidente carenza di potere ed eccesso
di potere dell'amministrazione provinciale. Su tutte queste vicende il mio studio ha già
ricevuto incarico di verificare la legittimità degli atti e formulare proposte di azioni
giurisdizionali, anche di richiesta di danni. Oggi dobbiamo registrare le dichiarazioni di
altro Preside che formula accuse gravissime; il Preside, lo si rammenti, rappresenta
un'istituzione pubblica, ed è quello stesso che dopo ha preso possesso delle aule senza
averne titolo, tanto che la Preside Biotti (che non s'è opposta solo per amore dei suoi
studenti ed evitare il più possibile disagi agli stessii) ha faticato perfino ad ottenere
che venisse steso un verbale di inventario. Relativamente a queste dichiarazioni la
professoressa Biotti mi ha già conferito mandato per querelare il Preside in questione,
portando la vicenda all'attenzione del giudice penale.
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