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Ore 16.28.08
Giorno
07/06/07
Itpa un "intruso" al Daverio

La Provincia è responsabile dei disagi al Daverio

Solidarietà alla preside del Daverio

"Il silenzio dei deficienti"

Varese –  L'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Andrea Gambini interviene nella disputa ITPA-ITC per tentare di riportare lo scontro a toni meno accesi.
Il caso ITC/ITPA va ridimensionato 

«Capisco che la convivenza dei tre istituti nello stesso stabile è dura da digerire, ma nell'ottica della razionalizzazione degli spazi scolastici è una conseguenza a cui ci si deve adeguare».

- Ma perché si è arrivati a questa situazione?
«Negli ultimi cinque anni, l'istituto "Casula" ha visto la popolazione scolastica aumentare di 400 unità, mentre la sede dei ragionieri di Varese ne ha persi 400
. Non voglio entrare nel merito di questo dato: è un fenomeno nazionale, che riguarda tutti gli ITC a causa delle mutate esigenze del mercato del lavoro. Noi, essendo responsabili dell'edilizia scolastica dal 1996 in base alla legge Masini, siamo intervenuti per risolvere tutti i problemi di spazio. Inoltre, lo stabile del Daverio appartiene alla Provincia dal 1953 e pensiamo di avere voce in capitolo quando si deve deciderne l'utilizzo.»

- Ma la spartizione individuata scontenta tutti. Non si poteva agire altrimenti?

«È una divisione razionale. Abbiamo sottratto al Daverio 13 spazi lasciandogliene 60. Gli spazi sono stati attribuiti all'ITPA. Per spazi intendo aule, laboratori, uffici di segreteria e quant'altro. A luglio, dopo una serie infinita di incontri, i tre presidi, nel corso di una riunione, avevano condiviso questa divisione. Avevamo fatto anche delle modifiche su espressa richiesta della preside Biotti. Di quella riunione non esiste un verbale scritto e firmato perché non era necessario.»

- I ragazzi dell'ITC temono che qualcuno manovri per far scomparire il più antico istituto scolastico della città

« A nessuno è mai venuto in mente di chiudere quell'istituto, che storicamente è il più importante della provincia. La nostra scelta si colloca in un'ottica di razionalizzazione degli spazi,  che vanno distribuiti a seconda delle dimensioni della popolazione scolastica.»

                                    Alessandra Toni

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