«Capisco che la convivenza dei tre istituti nello stesso stabile è dura da
digerire, ma nell'ottica della razionalizzazione degli spazi scolastici è una conseguenza
a cui ci si deve adeguare». - Ma perché si è arrivati a
questa situazione?
«Negli ultimi cinque anni, l'istituto "Casula" ha visto la popolazione
scolastica aumentare di 400 unità, mentre la sede dei ragionieri di Varese ne ha persi
400. Non voglio entrare nel merito di questo dato: è un
fenomeno nazionale, che riguarda tutti gli ITC a causa delle mutate esigenze del mercato
del lavoro. Noi, essendo responsabili dell'edilizia scolastica dal 1996 in base alla legge
Masini, siamo intervenuti per risolvere tutti i problemi di spazio. Inoltre, lo stabile
del Daverio appartiene alla Provincia dal 1953 e pensiamo di avere voce in capitolo quando
si deve deciderne l'utilizzo.»
- Ma la spartizione individuata scontenta tutti. Non si poteva
agire altrimenti?
«È una divisione razionale. Abbiamo sottratto al Daverio 13 spazi
lasciandogliene 60. Gli spazi sono stati attribuiti all'ITPA. Per spazi intendo aule,
laboratori, uffici di segreteria e quant'altro. A luglio, dopo una serie infinita di
incontri, i tre presidi, nel corso di una riunione, avevano condiviso questa divisione.
Avevamo fatto anche delle modifiche su espressa richiesta della preside Biotti. Di quella
riunione non esiste un verbale scritto e firmato perché non era necessario.»
- I ragazzi dell'ITC temono che qualcuno manovri per far
scomparire il più antico istituto scolastico della città
« A nessuno è mai venuto in mente di chiudere quell'istituto, che
storicamente è il più importante della provincia. La nostra scelta si colloca in
un'ottica di razionalizzazione degli spazi, che vanno distribuiti a seconda delle
dimensioni della popolazione scolastica.»
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