«Ho iniziato
nell87, quando questa attività era ancora agli albori, e solo mio cugino e una
manciata di altri appassionati osavano lanciarsi, creando così lalternativa vera e
propria al deltaplano», dice Patrizio, appena atterrato a Laveno dopo un paio dore
di volo iniziato dal decollo del Monte Nudo, in Valcuvia.
Diverse sono state le segnalazioni dei vigili del fuoco e delle forze dellordine,
durante la bella stagione, circa episodi di atterraggio non proprio morbido da parte di
alcuni appassionati di questo sport che hanno generato linteresse in negativo
da parte della stampa. Ed è per questo che Patrizio, interpretando il pensiero di
molti altri amanti di queste discipline ha chiesto cortesemente di osservare questi sport
sotto una luce che non sia esclusivamente quella della cronaca nera, comunicandolo a
Varesenews con una mail.
«Ogni giorno leggiamo sui giornali di incidenti sportivi continua Patrizio - :
giusto un paio di settimane fa il caso di un bambino rimasto disgraziatamente ucciso
durante una gara di rally in Piemonte. Eppure del Rally non si parla solo quando succedono
incidenti, visto linteresse che genera. Così dovrebbe essere per ogni attività
sportiva, anche per quelle che - a torto vengono definite più pericolose, come il
parapendismo e il deltaplano: si tratta di sport in cui il buon senso è la regola
principale. Per volare ci vuole prima di tutto testa, per valutare i propri limiti e le
capacità; in quanto a pericolo, direi che è molto più rischioso attraversare la strada
a Milano nellora di punta!».
Ma quanto costa "volare"?
«Una buona attrezzatura (vele, cordini, paracadute di emergenza, radio, gps e
strumentazione tecnica) costa più o meno 5 milioni, ma prima è necessario fare un corso
per apprendere le nozioni base del volo, e le conoscenze di meteorologia che servono a
valutare le diverse possibilità di volo durante le uscite spiega Patrizio - ; poi
viene la pratica, che come per tutte le attività risulta essere la vera palestra per
formare un buon parapendista».
Intanto a Laveno verso le 15.30 il cielo è costellato di vele
colorate; cè chi è da poco decollato dal Monte Nudo o dal Sasso del Ferro, e chi
sta preparandosi allatterraggio, che avviene nella pista della Delta Club di Laveno,
lassociazione che raccoglie tutti gli appassionati della zona.
Ma va sempre tutto liscio, quando si vola?
«Diciamo che a volte capita di bucare (essere costretti a compiere atterraggi
fuori programma ndr) anche lontano dal luogo prestabilito: dipende spesso da fattori come
lassenza di termiche, cioè le correnti daria calda che permettono di
salire di quota. In questi casi continua Partizio le alternative, oltre al
taxi, rimangono lautostop o gli amici che ti vengono a prendere. E anche
possibile vedersela brutta, certo, se ad esempio si danneggia la vela e si perde quota, ma
tutti siamo dotati di paracadute di emergenza che rappresenta un alto margine di
sicurezza».
Sui cieli della Valcuvia, però, non volano solo parapendii
«Sono
presenti diversi modi di volare, primo fra tutti il deltaplano, che risulta essere un
mezzo più "tecnico" del parapendio: i due sport convivono ma è bene fare
attenzione, soprattutto se si vola vicini, date le differenze tecniche esistenti. Poi ci
sono gli alianti e i veicoli a motore: qui vige regola generale dellaeronautica,
ovvero la precedenza che i veicoli lenti hanno sempre su quelli più veloci».