| Egregio Dr. Pier
Fausto Vedani, la ringrazio per l'opportunità offertami
di commentare le "voci" che con delicatezza e senso di responsabilità ha
raccolto sul "Molina".
A queste voci sentite al Sacro Monte "luogo dell'anima" e da Lei ben
sintetizzate con la nota sensibilità del giornalista attento alle problematiche
assistenziali e libero da ogni forma di polemica, ben volentieri rispondo con lo stesso
spirito di lealtà e correttezza che anche la "sacralità" dell'Istituto Molina
mi impone.
Sacralità: perchè nella Sua recente visita all'Istituto il Cardinale Martini ha definito
il nostro Ente: "La casa dei varesini dove la sofferenza degli anziani si fa
preghiera e la loro saggezza diventa esempio illuminante per tutti".
Il Molina infatti, è vero, in questi ultimi anni è sempre più diventato casa della
sofferenza, perchè la maggior parte degli Ospiti che qui abitano, non sono solo anziani,
ma soprattutto sono malati. E le patologie sono sempre più gravi.
Noi eravamo abituati, in un passato anche recente, a vedere la nostra casa di riposo
abitata da persone che, pur con i loro acciacchi, erano ancora dotate di una discreta
autosufficienza, che permetteva loro di uscire in città, o di partecipare alle numerose
iniziative del tempo libero, gite, visite guidate, villeggiatura, ritiri spirituali ...,
di cui è stato per anni promotore anche il nostro compianto Don Federico Soggetto.
Basti pensare che negli ultimi cinque anni le 100 persone anziane autosufficienti sono
diventate attualmente 27 e che dei 431 residenti ben 351 sono non autosufficienti totali;
ricordo tra questi i malati di Alzheimer, le persone affette da morbo di Parkinson, le
numerosissime demenze gravi e i casi di coma, che gli Ospedali dimettono e le famiglie non
possono assistere a domicilio; parecchi poi sono gli ammalati terminali.
Questi dati di realtà sono la testimonianza che è vero: di fronte ad una tipologia di
Ospiti così mutata per le gravi forme di patologie, il numero del personale e i servizi
erogati non sono ancora in grado di rispondere completamente al bisogno di persone che
necessitano di assistenza continua, giorno e notte.
E' però altrettanto vero che il Consiglio di Amministrazione che presiedo, sta facendo
ogni sforzo per fronteggiare le nuove emergenze. In questi ultimi mesi, ad esempio, ha
provveduto ad ampliare la dotazione organica del personale socio sanitario addetto agli
Ospiti; infatti, secondo le disposizioni regionali (L. R. n. 1/86 e relativo P.S.A.) gli
Infermieri Professionali dovrebbero essere n. 32 e noi attualmente ne abbiamo
effettivamente in servizio 37; gli ausiliari socio-assistenziali dovrebbero essere 160 e
ne abbiamo effettivamente in servizio 226.
Inoltre tutto il personale, per far fronte alle nuove problematiche legate alle patologie
sempre più gravi degli Ospiti, è impegnato nell'encomiabile sforzo di riqualificarsi e
di aggiornarsi seguendo corsi e seminari proposti e organizzati all'interno dell'Ente.
Naturalmente quanto sopra ha comportato e comporta dei costi di gestione, che sono
notevolmente lievitati, costi che non possono gravare sull'utenza e neppure sulle
"enormi donazioni"; queste infatti, come è ben noto, possono essere utilizzate
solo per migliorare e potenziare il patrimonio immobiliare e le strutture dell'Ente.
E' conosciuto da tutti i varesini che con queste "disponibilità" è stato in
passato realizzato il grande padiglione Caravatti e recentemente è stato ristrutturato il
vecchio padiglione Molina, che con diffida del 30/05/1995 era stato chiuso dalla
Provincia, proprio perchè non più adeguato alle esigenze degli anziani.
Inoltre, sempre attingendo alle donazioni, è stato recentemente realizzato - e inaugurato
con il nuovo padiglione Molina dal Cardinal Martini - Il nuovo Nucleo Alzheimer con il
relativo giardino protetto (uno dei pochi in Italia).
Anche il Centro Diurno Integrato ha avuto una collocazione definitiva e dignitosa che ci
ha permesso di ampliare a 20 posti disponibili soprattutto per quegli anziani di Varese e
provincia che, pur con rilevanti problematiche sanitarie, frequentano l'Istituto in regime
diurno e quindi possono rientrare alla sera ancora nella loro abitazione: il
servizio erogato è stato recentemente migliorato perchè il trasporto giornaliero
degli Ospiti da Casa al Centro e il relativo rientro sono a totale carico
dell'Istituto che mette a disposizione gratuitamente mezzi e personale.
Vorrei pure accennarLe alcuni altri servizi che vengono assicurati gratuitamente:
parrucchiere per uomo e per donna, pedicure per uomo e per donna, fisioterapia
riabilitativa e tutti quegli altri servizi specialistici interni che evitano faticosi
spostamenti in ospedale o negli ambulatori della ASL (cardiologo, neurologo, psichiatra,
ecografista, psicologo, ecc.). I servizi di specialistica sono totalmente a carico del
Bilancio dell'Istituto. Non solo non si può parlare di "perfezione", ma bisogna
certo ammettere che le esigenze degli attuali residenti richiederebbero ancora nuovi
servizi e un ulteriore potenziamento dell'assistenza.
Noi ci sforziamo continuamente di raggiungere questo obiettivo ma siamo sicuri che ciò
potrà avvenire solo attraverso la collaborazione di tutte le parti (Ente, Istituzioni,
parenti, volontari, cittadini, ecc...), che, se correttamente interagiscono, producono
ottimi risultati eliminando così le polemiche inutili e sempre dannose.
E' poi vero che al Molina ci sono ancora posti letto inutilizzati, per la precisione 55
che potranno essere occupati non appena la ASL avrà erogato il contributo sanitario (
pari a £ 70.000 pro die per posto letto), cosa che ad oggi non è ancora avvenuta.
Siamo comunque fiduciosi che, sulla base delle assicurazioni forniteci dai Dirigenti della
ASL, quanto prima si potranno spalancare le porte ad altre 55 persone bisognose di cura e
di assistenza che stanno attendendo.
Per altro ancor prima dell'inaugurazione del ristrutturato padiglione Molina da parte del
Cardinal Martini - 9 maggio 2000 - come segno di buona volontà da parte
dell'Amministrazione, sono stati accolti al terzo piano, aprendo un nuovo nucleo e con
costi a carico dell'Ente, una ventina di Ospiti e ciò in attesa di occupare i rimanenti
posti letto ancora inutilizzati.
Caro Vedani, qui ho cercato di "registrare la mia voce", come richiesto, voce
che comunque, Le assicuro, risponde pienamente alla realtà; ribadisco come ho sempre
affermato che le porte del Molina sono sempre aperte a tutti coloro che vivono e praticano
la solidarietà.
Le ricambio la grande stima che ho anch'io per Lei e La saluto cordialmente.
|