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Ore 16.27.58
Giorno
07/06/07
Il sito di Villa Panza

 

Varese Via libera della Regione alla costruzione dell'albergo a Villa Ponti. E intanto il Comune scopre un'area per i parcheggi per Villa Panza
Parcheggi e hotel. Biumo davvero come Montmartre?

Di Villa Panza il Piano regolatore Fassa si è completamente dimenticato e nemmeno gli attuali consiglieri comunali si sono ricordati di "osservare ", prima dell’approvazione del piano stesso, che qualcosa in ordine all’impatto della villa-museo sul quartiere andava previsto e poi fatto.

Ci ha pensato allora il sindaco Fumagalli in persona e con buoni risultati visto che i suoi segugi dell’Urbanistica in via Mozzoni hanno individuato un’area che potrà accogliere 120 auto; se poi le prospezioni geologiche dovessero dare esito positivo si potrà prendere in considerazione la costruzione, questa volta in via Ponti, di un garage-caverna che potrà accogliere 230 auto e dal quale si salirà con un ascensore in prossimità della villa.

Si tratterà di scavare in un muro di contenimento dietro il quale ci sarebbe solo materiale di riporto.

I parcheggi serviranno anche la vicina Villa Ponti che potrebbe avere finalmente il tanto sospirato albergo. La Regione ha negato l’autorizzazione a edificare l’hotel all’interno del parco, ma ha indicato un’area confinante, compresa tra le vie Cadolini e Borgognone, dove realizzate l’opera.

Milano ha dato l’ok per un albergo di tre piani di 1500 metri quadrati l’uno, disposti però su un terreno che presenta un certo dislivello. Gli esperti dicono che potrebbero essere ricavate una settantina di camere; perché l’investimento sia remunerativo occorrerebbero però 60 camere in più: la gestione infatti di un hotel di medie dimensioni è molto onerosa a meno che non sia a carattere familiare.

Parcheggi e hotel per le ville Panza e Ponti: dopo lustri di chiacchiere qualcosa si muove. Sarà contento Lorenzo Airoldi che negli Anni Ottanta, quando era assessore alla Pubblica Istruzione, ebbe chiare indicazioni urbanistiche da tre giovani architetti che avevano svolto la loro tesi di laurea proprio sulla sistemazione di Biumo e delle sue storiche ville. Progetti e idee finiti nel nulla perché a Varese l’attenzione per la cultura non è cresciuta di molto negli anni della seconda Repubblica.

                                       

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