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Ore 16.28.28
Giorno
07/06/07
 

 

VareseLe non risposte dell'azienda sanitaria in merito al funzionamento degli uffici preposti alla sicurezza del lavoro
Asl: il muro di gomma

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Quanto è cambiata la sanità e i suoi apparati burocratico - amministrativi negli ultimi anni? Molto, è un fatto oggettivo. Per nulla invece è cambiata la mentalità in fatto di trasparenza, di capacità di relazionarsi con il pubblico. E' stato istituito l'Urp, ufficio relazioni con il pubblico. Ma a cosa serve una sigla tanto roboante se il bisogno di informazione, specialmente per chi dell'informazione ne fa il suo lavoro, viene frustrato. Le relazioni per essere tali implicano un dialogo o la capacità di relazionarsi, così  invece non è per l'azienda sanitaria locale. 

Non è un'alzata di scudi ideologica e nemmeno una presa di posizione aprioristica, questa critica parte da un fatto concreto: la morte di un operaio sul posto di lavoro folgorato da una scarica elettrica. Una delle tante morti bianche della nostra provincia ricca e industriosa. Ebbene una delle domande che la comunità si deve porre in questi casi è chi, come, quando e soprattutto quanto si controlla la sicurezza nei cantieri, nelle aziende, insomma nei luoghi di lavoro. 

L'Asl ha un apposito ufficio che si occupa della sicurezza sul territorio. Come funziona questo ufficio, in quanti ci lavorano, che tipo di strutture hanno a disposizione, qual è il rapporto con il territorio, quanti controlli riescono a fare in un anno? Semplici dati. Contattato l'Urp, la responsabile dell'ufficio ci ha indicato il numero di telefono e il nome del responsabile da contattare per avere questi dati. Semplici informazioni. Contattato l'ufficio in questione, ci viene riferito che il responsabile è in vacanza, ma si può chiedere del sostituto. Contattato il sostituto lo stesso ci dice che non sa se è autorizzato a rilasciare queste informazioni, che il responsabile rientrerà all'inizio della settimana prossima, e che, per rilasciare quelle informazioni, deve interpellare la direzione generale e avere il relativo permesso. 

Ricontattato l'urp ci viene indicato l'ufficio impiantistica di via Staurenghi, quelli che fisicamente vanno a fare i controlli sugli impianti elettrici. Al telefono risponde la segretaria che, gentilmente, riferisce che l'ingegnere responsabile è nella sede in via Ottorino Rossi e che rientrerà per le 11.00. Nel frattempo richiamiamo la sostituta responsabile dell'ufficio sicurezza, che interpellata la direzione generale, riferisce che "siccome la direzione generale non ritiene queste informazioni urgenti, bisogna aspettare il rientro del responsabile".

Ore 11.00 ricontattiamo l'ufficio impiantistica e la segretaria, anzi "l'amministrativa" come lei si definisce, comunica che l'ingegnere responsabile non rientrerà in ufficio e che bisognerà attendere settimana prossima. Insistiamo con l'amministrativa circa i dati - si tratta in fondo solo di dati tecnici- per capire il funzionamento di una struttura pubblica, pagata dai cittadini e sulla quale i cittadini hanno il diritto di essere informati. La segretaria, anzi l'amministrativa, dismette immediatamente la sua gentilezza, e respinge tutte le richieste.

Mercoledì un uomo è morto sul posto di lavoro, folgorato mentre scendeva in un pozzetto per farne la manutenzione. Aveva 51 anni e si chiamava Ezio Elli e abitava in via Appiani a Varese, era un cittadino. Questo è tutto quello che sappiamo.

 

                                       

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