| Cambiare tutto
per non cambiare nulla. Quanto è cambiata la sanità e i suoi apparati burocratico -
amministrativi negli ultimi anni? Molto, è un fatto oggettivo. Per nulla invece è
cambiata la mentalità in fatto di trasparenza, di capacità di relazionarsi con il
pubblico. E' stato istituito l'Urp, ufficio relazioni con il pubblico. Ma a cosa serve una
sigla tanto roboante se il bisogno di informazione, specialmente per chi dell'informazione
ne fa il suo lavoro, viene frustrato. Le relazioni per essere tali implicano un dialogo o
la capacità di relazionarsi, così invece non è per l'azienda sanitaria
locale. Non è un'alzata di scudi ideologica e nemmeno
una presa di posizione aprioristica, questa critica parte da un fatto concreto: la morte
di un operaio sul posto di lavoro folgorato da una scarica elettrica. Una delle tante
morti bianche della nostra provincia ricca e industriosa. Ebbene una delle domande che la
comunità si deve porre in questi casi è chi, come, quando e soprattutto quanto si
controlla la sicurezza nei cantieri, nelle aziende, insomma nei luoghi di lavoro.
L'Asl ha un apposito ufficio che si occupa della sicurezza sul
territorio. Come funziona questo ufficio, in quanti ci lavorano, che tipo di strutture
hanno a disposizione, qual è il rapporto con il territorio, quanti controlli riescono a
fare in un anno? Semplici dati. Contattato l'Urp, la responsabile dell'ufficio ci ha
indicato il numero di telefono e il nome del responsabile da contattare per avere questi
dati. Semplici informazioni. Contattato l'ufficio in questione, ci viene riferito che il
responsabile è in vacanza, ma si può chiedere del sostituto. Contattato il sostituto lo
stesso ci dice che non sa se è autorizzato a rilasciare queste informazioni, che il
responsabile rientrerà all'inizio della settimana prossima, e che, per rilasciare quelle
informazioni, deve interpellare la direzione generale e avere il relativo permesso.
Ricontattato l'urp ci viene indicato l'ufficio impiantistica di via
Staurenghi, quelli che fisicamente vanno a fare i controlli sugli impianti elettrici. Al
telefono risponde la segretaria che, gentilmente, riferisce che l'ingegnere responsabile
è nella sede in via Ottorino Rossi e che rientrerà per le 11.00. Nel frattempo
richiamiamo la sostituta responsabile dell'ufficio sicurezza, che interpellata la
direzione generale, riferisce che "siccome la direzione generale non ritiene queste
informazioni urgenti, bisogna aspettare il rientro del responsabile".
Ore 11.00 ricontattiamo l'ufficio impiantistica e la segretaria,
anzi "l'amministrativa" come lei si definisce, comunica che l'ingegnere
responsabile non rientrerà in ufficio e che bisognerà attendere settimana prossima.
Insistiamo con l'amministrativa circa i dati - si tratta in fondo solo di dati tecnici-
per capire il funzionamento di una struttura pubblica, pagata dai cittadini e sulla quale
i cittadini hanno il diritto di essere informati. La segretaria, anzi l'amministrativa,
dismette immediatamente la sua gentilezza, e respinge tutte le richieste.
Mercoledì un uomo è morto sul posto di lavoro, folgorato mentre
scendeva in un pozzetto per farne la manutenzione. Aveva 51 anni e si chiamava Ezio Elli e
abitava in via Appiani a Varese, era un cittadino. Questo è tutto quello che sappiamo.
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