La scure occupazionale della Whirlpool, annunciata alla fine del 2000
dalla sede americana della Whirlpool corporation e più volte annunciata e smentita a livello italiano, dopo avere
colpito l'alta dirigenza,
arriva anche ai livelli più bassi delle qualifiche lavorative: è stata annunciata questa
mattina alle rappresentanze sindacali la proposta dell'azienda di messa in mobilità di
247 dipendenti del gruppo Italia, di cui 197 soltanto nelle sedi varesine di Cassinetta di
Biandronno e Comerio. A fare le spese dei tagli
Whirlpool saranno innanzitutto i colletti bianchi delle sedi varesine. Dei 197 esuberi
varesini totali, ben 174 sono rappresentati da impiegati (96 a Cassinetta e 78 a Comerio),
mentre tra le rappresentanze operaie le richieste di mobilità previste dall'azienda sono
soltanto 18, e per le altre sedi italiane sono previsti licenziamenti
"spiccioli": Trento 17 Siena 11 Napoli 22, fino ad arrivare alla cifra totale
italiana di 247 esuberi.
Per il momento le rappresentanze sindacali si sono limitate
a prendere atto: assemblee e riunioni delle RSU sono previste per domani, 11 aprile,
mentre il prossimo incontro con l'azienda è fissato per il 18 nella sede varesina
dell'unione industriali.
"Che nell'ambito della ristrutturazione mondiale la
Whirlpool prevedesse un "dimagrimento" di circa il 10% del personale si sapeva.
- spiega Antonio Di Trinca, segretario generale della Fiom - Era nell'aria che in
azienda ci fossero problemi, non è stato un fulmine a ciel sereno, ma non si pensava che
andasse così"
"Non pensavamo che i tagli comprendessero anche i
livelli più bassi. - conferma il segretario provinciale della UILM di Varese Renato
Marchitelli - In più riprese l'azienda ci aveva assicurato che l'Italia non sarebbe stata
toccata, e le dimissioni della dirigenza pensavamo fossero sufficienti per la
ristrutturazione"
"La motivazione data dall'azienda è parziale: ha
parlato di problemi di costi che non possono essere compressi aumentando i prezzi di
mercato. - spiega Antonio Vassallo, neo segretario della Fim - Noi ci siamo dichiarati
ovviamente contrari per gli effetti ma disponibili a discuterne nel merito. Di proposte
non ne abbiamo ancora, ma i numeri ci sembrano spropositati rispetto alle
difficoltà".
"L'operazione è frutto di una analisi
organizzativa che si sta svolgendo in tutta Europa - è il primo commento a
caldo dell'azienda - lo scopo di questa analisi è concreto, quello di avere una
struttura più efficiente, il che ha significato toccare fasce anche a livello
impiegatizio".
|