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Ore 16.30.56
Giorno
07/06/07
 
Varese - In positivo soprattutto il settore meccanico. E' quanto emerge dall’indagine congiunturale relativa al primo trimestre dell’anno in corso messa a punto dall’Associazione Artigiani Varesina
Artigianato: inizio d’anno stabile, tendente al buono  

Il 2001 si apre nel segno della stabilità per l’artigianato varesino. E’ quanto emerge dai dati relativi all’indagine congiunturale svolta sul trimestre gennaio - marzo 2001 da parte dell’Associazione Artigiani della provincia di Varese, che segnala anche in alcuni casi un leggero ritocco al listino dei prezzi, dovuto all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia.

L’anno in corso si è aperto con una grossa novità per le imprese del settore: "Il collegato alla Finanziaria 2000 ha previsto la facoltà per le aziende artigiane di trasformarsi in Srl pluripersonali rispondendo finalmente a una richiesta portata avanti per anni dal mondo della piccola impresa - commenta il presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese Giorgio Merletti –.Le imprese artigiane hanno ora la possibilità di accedere a forme moderne di agevolazione finanziaria e al capitale di rischio, superando in questo modo il grave ostacolo della sottocapitalizzazione e proiettandosi così verso un’organizzazione aziendale più solida e agile".

Per quanto riguarda l’andamento economico attuale  la meccanica è tra i settori che vivono il momento più positivo, sia sul versante produttivo che occupazionale. Non segna invece particolari progressi il settore tessile e dell'abbigliamento nell’insieme, anche se per alcune lavorazioni di nicchia e di qualità, come i ricamifici, la situazione sta migliorando. Sono invece i terzisti a "soffrire" soprattutto per la concorrenza dei paesi dell'est europeo e della Turchia, mete preferite dei committenti che scelgono la via del decentramento produttivo all'estero. Le aziende della plastica e degli alimenti non presentano cambiamenti rispetto alla precedente rilevazione statistica ed evidenziano ancora un andamento altalenante,con  episodi di ripresa e di difficoltà. Il segno della stabilità si afferma sia nell'elettronica che nel legno, mentre la grafica vive un momento di pausa e la chimica riprende il suo trend positivo.

Per quanto riguarda il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno si deve osservare che il 68,75 % degli intervistati ha dichiarato stabilità nella produzione aziendale, il 18,75% incrementi e il 12,50 % decrementi. Cresce dunque il numero di aziende "stabili" e diminuisce quello delle imprese che hanno subito decrementi rispetto all’anno precedente. Dal confronto con il trimestre precedente, quello che ha chiuso il 2000, emerge una sostanziale tenuta dell’artigianato varesino. Per il 17,5% delle imprese vi sono stati aumenti produttivi, mentre sono salite al 68,13% quelle "stabili." Sono infine passate dal 27,50% al 14,38% le imprese che hanno accusato cali produttivi. 

Differenze profonde si continuano a leggere a livello di settore. Oltre alla meccanica (83,44%) i settori che fanno registrare i migliori risultati (sempre nella categoria di oltre 5 addetti) sono la grafica e la plastica con 85% e 80% , il legno è attorno al 70%. L'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia verificatosi lo scorso anno ha motivato la decisione di alcune aziende (11,88%) di ritoccare i listini prezzi, rimane tuttavia in netta maggioranza (86%) il numero di aziende che sostiene di non aver apportato variazioni. L’andamento occupazionale dell’intero comparto artigiano non presenta novità sostanziali rispetto ai mesi precedenti. La situazione a fine marzo mostrava infatti un lievissimo decremento degli occupati pari allo 0,31%.

La maggiore reattività del mercato del lavoro si registra nei settori della meccanica e della grafica carta: numerose aziende intervistate lamentano la difficoltà a trovare manodopera di qualsiasi livello, mentre l'utilizzo dei lavoratori extracomunitari presenta ancora troppi ostacoli di ordine burocratico e sociale.

Variazioni significative, infine, vengono dai dati sull’esposizione bancaria. L'1,88% (-3,30%) delle aziende dichiara di avere aumentato il livello di esposizione, il 31,88% (+ 5%) di non aver variato l’esposizione mentre è salita al 63,13% (+ 2%) la percentuale di aziende che comunica di non avere alcuna esposizione bancaria.

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