Il 2001 si apre nel segno della stabilità per
lartigianato varesino. E quanto emerge dai dati relativi allindagine
congiunturale svolta sul trimestre gennaio - marzo 2001 da parte dellAssociazione
Artigiani della provincia di Varese, che segnala anche in alcuni casi un leggero ritocco
al listino dei prezzi, dovuto allaumento dei costi delle materie prime e
dellenergia.
Lanno in corso si è aperto con una
grossa novità per le imprese del settore: "Il collegato alla Finanziaria 2000 ha
previsto la facoltà per le aziende artigiane di trasformarsi in Srl pluripersonali
rispondendo finalmente a una richiesta portata avanti per anni dal mondo della piccola
impresa - commenta il presidente dellAssociazione Artigiani della Provincia di
Varese Giorgio Merletti .Le imprese artigiane hanno ora la possibilità di accedere
a forme moderne di agevolazione finanziaria e al capitale di rischio, superando in questo
modo il grave ostacolo della sottocapitalizzazione e proiettandosi così verso
unorganizzazione aziendale più solida e agile".
Per quanto riguarda landamento
economico attuale la meccanica è tra i settori che vivono il momento più positivo,
sia sul versante produttivo che occupazionale. Non segna invece particolari progressi il
settore tessile e dell'abbigliamento nellinsieme, anche se per alcune lavorazioni di
nicchia e di qualità, come i ricamifici, la situazione sta migliorando. Sono invece i
terzisti a "soffrire" soprattutto per la concorrenza dei paesi dell'est europeo
e della Turchia, mete preferite dei committenti che scelgono la via del decentramento
produttivo all'estero. Le aziende della plastica e degli alimenti non presentano
cambiamenti rispetto alla precedente rilevazione statistica ed evidenziano ancora un
andamento altalenante,con episodi di ripresa e di difficoltà. Il segno della
stabilità si afferma sia nell'elettronica che nel legno, mentre la grafica vive un
momento di pausa e la chimica riprende il suo trend positivo.
Per quanto riguarda il confronto con lo stesso
periodo dello scorso anno si deve osservare che il 68,75 % degli intervistati ha
dichiarato stabilità nella produzione aziendale, il 18,75% incrementi e il 12,50 %
decrementi. Cresce dunque il numero di aziende "stabili" e diminuisce quello
delle imprese che hanno subito decrementi rispetto allanno precedente. Dal confronto
con il trimestre precedente, quello che ha chiuso il 2000, emerge una sostanziale tenuta
dellartigianato varesino. Per il 17,5% delle imprese vi sono stati aumenti
produttivi, mentre sono salite al 68,13% quelle "stabili." Sono infine passate
dal 27,50% al 14,38% le imprese che hanno accusato cali produttivi.
Differenze profonde si continuano a leggere a
livello di settore. Oltre alla meccanica (83,44%) i settori che fanno registrare i
migliori risultati (sempre nella categoria di oltre 5 addetti) sono la grafica e la
plastica con 85% e 80% , il legno è attorno al 70%. L'aumento dei costi delle materie
prime e dell'energia verificatosi lo scorso anno ha motivato la decisione di alcune
aziende (11,88%) di ritoccare i listini prezzi, rimane tuttavia in netta maggioranza (86%)
il numero di aziende che sostiene di non aver apportato variazioni. Landamento
occupazionale dellintero comparto artigiano non presenta novità sostanziali
rispetto ai mesi precedenti. La situazione a fine marzo mostrava infatti un lievissimo
decremento degli occupati pari allo 0,31%.
Variazioni significative, infine,
vengono dai dati sullesposizione bancaria. L'1,88% (-3,30%) delle aziende dichiara
di avere aumentato il livello di esposizione, il 31,88% (+ 5%) di non aver variato
lesposizione mentre è salita al 63,13% (+ 2%) la percentuale di aziende che
comunica di non avere alcuna esposizione bancaria.