È
cominciato alla sede dell'Univa, il percorso forzato tra azienda e sindacati per
raggiungere un accordo sulla richiesta di mobilità per 247 impiegati italiani della
Whirlpool. Un percorso iniziato senza opposizioni a priori, ma con una sorta di sgomento
reciproco tra azienda e sindacati, fino ad ora abituati a gestire solo tempi migliori.
All'incontro, iniziato alle 10 di mattina ma protrattosi per tutta la giornata, c'erano
almeno una ventina di sindacalisti, rappresentanti di tutte le sedi italiane, oltre ai
principali dirigenti dell'azienda, che ha Comerio ha la sua sede europea.
"Nella prima parte dell'incontro l'azienda ci ha spiegato i
motivi generali di questa ristrutturazione - spiega Renato Marchitelli, rappresentante
varesino della Uilm - nella seconda parte dell'incontro noi sindacati abbiamo chiesto
all'azienda di rivedere i numeri della messa in mobilità, oppure di guardare chi è più
prossimo alla pensione. O, infine, riciclare delle figure professionali in altri settori.
Ma l'azienda ha detto che ci rifletterà, che le nostre richieste andavano oltre la legge
sulla mobilità. Comunque, contrariamente a quelle del passato questa è una
ristrutturazione diversa: la Whirlpool ha già fatto una ristrutturazione sottile,
attraverso incentivi. Noi dovremo tenere conto di ciò che è stato fatto in passato"
Domani si procede alle assemblee di fabbrica, secondo passo di un
percorso che va concluso per legge entro 45 giorni dalla richiesta di mobilità: "Quella di oggi è stata una fase interlocutoria - ha spiegato Antonio
di Trinca, responsabile provinciale della Fiom - la nostra intenzione è di evitare i
licenziamenti: è quello che auspichiamo noi, ma temiamo che non sarà possibile. Speriamo
almeno di fare il meno danno possibile. E il 24 si vedrà se c'è possibilità di entrare
nel merito di soluzioni, e solo allora si capirà che ci sono sbocchi: ora la strada non
sembra nè spianata nè sbarrata"
Quello di oggi è stato quindi solo l'inizio: la prossima
"puntata" è prevista per martedì 24 aprile. "Sull'intervento strategico
di riorganizzazione abbiamo chiesto una prova scritta - ha spiegato Antonio Vassallo,
dirigente della Fim varesina - Poi abbiamo chiesto che nella prossima riunione si
entri nel merito della riorganizzazione all'interno delle fabbriche, visto che in questo
primo incontro non sono state ancora affrontate funzioni e settori. Per il resto bisogna
trovare una strada se non indolore, che non lo è mai, ma il meno dolorosa
possibile".
"E' stato importante poter riaffermare le ragioni della
ristrutturazione" commentano dall'azienda "I rappresentanti dell'azienda hanno
potuto spiegare con chiarezza come il 1999 sia stato un anno molto buono per l'azienda, e
come il problema sia nato con gli effetti della concorrenza. Ci siamo resi conto che
i sindacati erano sorpresi soprattutto dal numero e hanno chiesto di aggiustare le cose
con persone vicine alla pensione. Ma nella richiesta di mobilità si parla di funzioni
precise, le persone verrebbero poi individuate attraverso precisi parametri. E' nostra
intenzione seguire la legge. Comprendiamo inoltre come questa ristrutturazione abbia un
aspetto molto diverso da quelle passate, perchè colpisce settori impiegatizi, le cui
mansioni e obiettivi sono meno definibili "scientificamente" delle mansioni in
catena di montaggio".
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