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Ore 16.30.11
Giorno
07/06/07
 
Varese - I florovivaisti della confagricoltori varesini in rivolta su di un fenomeno che in pochi anni non è diventato non più marginale 
Quando il lavoro nero passa dal giardino di casa

Prima si trattava di pensionati che occupavano il loro - tanto - tempo libero. Poi i giardinieri in nero sono diventati una legione, e i singoli lavoratori che tagliavano erba potavano siepi sono diventati gruppi folti disposti a creare dal niente giardini o a sobbarcarsi lavori complessi. Una situazione che ha indotto i giardinieri professionisti della provincia di Varese a ribellarsi: "C’è chi, finito il normale lavoro giornaliero oppure al sabato e alla domenica, s’improvvisa manutentore del verde creando una situazione di sleale concorrenza con le aziende titolate": è questa la voce unanime dei florovivaisti varesini, riportata dal Presidente dell’Unione Agricoltori di Varese Pasquale Gervasini (nella foto), il quale riferisce inoltre che fino a 5 o 10 anni orsono la concorrenza del lavoro abusivo era quanto meno fastidiosa , ma non tale da creare una vera e propria crisi del settore . 

"Noi paghiamo regolarmente i contributi INPS , INAIL e tutte le altre tasse ed imposte previste -si sfogano Angioletto Borri e Valerio Giorgetti, consiglieri dell’Unione Agricoltori e noti imprenditori florovivaisti varesini - siamo in regola con la legislazione della sicurezza e delle norme sanitarie , con il passaporto delle piante, osserviamo le regole dei contratti collettivi nazionali e provinciali , disponiamo di macchine ed attrezzature a norma, facciamo crescere il nostro personale dipendente con corsi professionali e di aggiornamento, e con tutto ciò dobbiamo subire la concorrenza di chi non è in regola con niente , non garantisce alcuna professionalità e propone tariffe , anche inferiori alle 15.000 lire all’ora ".

Le aziende florovivaistiche che operano in provincia di Varese sono circa 250 e di queste circa il 65% sviluppa attività mista in parte di produzione di piante e in parte di servizi per costruzione e manutenzione di parchi e giardini. "Due attività che si compenetrano e si completano con la posa a dimora delle piante prodotte presso le aziende florovivaistiche nei giardini o piccoli parchi di proprietari di ville private o nelle aree condominiali - spiega Riccardo Speroni, direttore dell’Unione Agricoltori - e in cui la professionalità  è caratteristica essenziale , e  ancora di più lo è per l’imprenditore florovivaista che oltre a lavorare "a regola" nel momento dell’esecuzione , deve anche garantire nel tempo la bontà dei suoi progetti e dei suoi lavori; una garanzia complessa perché i rischi del florovivaista hanno a che fare anche con il clima e con le malattie delle piante rischi non facilmente prevedibili. L’imprenditore florovivaista dispone di attrezzature costose ed adeguate per se e per i suoi dipendenti offrendo professionalità e velocità d’esecuzione. Il lavoratore abusivo è privo di professionalità e non è attrezzato con il risultato che impiega molto più tempo per concludere un lavoro che nella maggior parte dei casi deve essere rieseguito proprio da una azienda specializzata".

Quello dei lavori di giardiniere "in nero" eseguito da dopolavoristi, è un vero e proprio caso di lavoro irregolare, su cui anche i sindacati hanno preso posizione"Il lavoro abusivo in generale –sostiene Marco Molteni, segretario provinciale della UIL e componente di Giunta della Camera di Commercio di Varese – è ormai diventato un problema importante che non può e non deve essere sottovalutato. Proprio per questo motivo su proposta dei Sindacati lavoratori e delle rappresentanze datoriali la Camera di Commercio di Varese recentemente di concerto con le CCIAA di Milano e Verbano Cusio Ossola ha approvato un progetto di analisi e monitoraggio per l’emersione del lavoro abusivo con l’obiettivo di conoscere a fondo le dimensioni del problema e di costituire presso le Camere di Commercio un osservatorio provinciale permanente sul lavoro irregolare che studi proposte e strategie di contenimento con il concorso di tutte le parti interessate".: 

"Molti proprietari d’altra parte - continua Molteni  –sanno perfettamente che incaricando lavoratori abusivi le norme di legge vengono violate e quindi la responsabilità dell’illegalità del lavoro abusivo non è sempre e soltanto attribuibile al lavoratore irregolare ma in parti uguali anche al datore di lavoro irregolare in qualunque settore operi e quindi compresa la committenza offerta dai proprietari di ville private".

"Il committente, sia esso proprietario di villa o responsabile di superfici a verde certamente risparmia sulle tariffe orarie – sostiene Salvatore Torre, responsabile della FISBA CISL – perché risultano al netto dei costi previdenziali fiscali ed aziendali ma sottovalutano o non conoscono i rischi conseguenti alle committenze irregolari. Oltre al rischio di accertamenti degl’Enti preposti, scarsi purtroppo causa la carenza di funzionari addetti, ci sono quelli penali che si possono manifestare nel caso in cui il lavoratore abusivo dovesse infortunarsi mentre lavora nei giardini del committente senza la copertura previdenziale obbligatoria INAIL".

"La questione del lavoro abusivo in provincia di Varese – dice Simona Ghiraldi, della FLAI-CIGL - è certamente aumentato in questi ultimi anni e rappresenta un problema di non facile soluzione. Solo con la collaborazione di tutte le parti sociali interessate si potrà cercare di contenerlo riconducendo le posizioni da irregolari a regolari. Peraltro alcuni datori di lavoro abusivo, abusivi a loro volta, non conoscendo bene la materia e si fanno mal consigliare: è il caso di proprietari che per coprire il rischio infortunistico del lavoratore abusivo sottoscrivono polizze assicurative non rendendosi conto che, ammesso di risolvere l’eventuale contenzioso tra il committente e il lavoratore abusivo o tra il committente e la compagnia di assicurazione, restano comunque pendenti tutte le responsabilità penali ed amministrative a carico del datore di lavoro per la mancanza della copertura assicurativa obbligatoria INAIL".

Per meglio approfondire il tema del lavoro abusivo nel settore florovivaistico l’Unione Agricoltori di Varese ha organizzato una tavola rotonda trasmessa da Rete 55 nel corso della rubrica Agriprealpi di venerdì 27 aprile che si è volta come di consueto alle 19,35.

Stefania Radman

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