| La normativa relativa alla creazione dello Sportello Unico:
lart.23 del D.lgs.112/98, in attuazione delle leggi Bassanini dell'anno precedente,
attribuisce ai Comuni le funzioni amministrative concernenti la realizzazione,
l'ampliamento, la cessazione, la riattivazione, la localizzazione e la rilocalizzazione di
impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie.
Il Comune può pertanto esercitare singolarmente o in forma associata, anche con altri
enti locali, le funzioni di cui all'articolo 23, assicurando che un'unica struttura sia
responsabile dell'intero procedimento (art.3 del Regolamento approvato con D.P.R.447/98).
Ma qual è il vero obiettivo del
legislatore? La finalità più nobile è quella più volte sottolineata dall'ANCI
(l'associazione nazionale dei comuni italiani) di favorire la nascita di soggetti
imprenditoriali che possano determinare una crescita costante e duratura
delleconomia locale. Il D.P.R. del 20 ottobre 1998, n.447 riconosce allo Sportello
Unico il ruolo di assicurare, previa predisposizione di un archivio informatico contenente
i necessari elementi informativi, a chiunque vi abbia interesse, l'accesso gratuito, anche
in via telematica, alle informazioni sugli adempimenti necessari per le procedure previste
dal regolamento di semplificazione dei procedimenti per la realizzazione di impianti
produttivi, per il loro ampliamento, ristrutturazione e riconversione, nonché per la
determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi.
È ormai considerata vitale per lo sviluppo
di ogni comune, listituzione di uno Sportello Unico per le attività produttive; ma,
attenzione: confondere tutto ciò semplicemente con l'omogeneizzazione delle procedure
significa cogliere solo l'aspetto marginale del processo di trasformazione in corso.
Omogeneizzare le procedure può essere
utile, anzi va fatto. Ma la sola omogeneizzazione delle procedure degli enti locali porta
il sistema italiano a dare servizi alle imprese in linea con i servizi degli enti
territoriali anglosassoni degli anni '70. Per portare i nostri enti locali in linea con
quelli degli altri Paesi membri dell'Unione Europea, e quindi in linea con gli anni 2000,
lo sportello unico non può essere confuso con un distributore automatico di certificati.
Non è questo quello che le imprese si aspettano.
Per non tradire le aspettative degli
operatori economici è necessario costruire dei veri e propri uffici sullo sviluppo
economico in grado di offrire risposte in tempo reale su tutti i problemi connessi a un
insediamento produttivo: dal certificato ai fondi disponibili sul territorio. Per me lo
sportello ha questo duplice significato!
Se la Provincia accentra l'organizzazione e
la progettazione delle procedure connesse alle autorizzazioni degli sportelli unici fa un
buon lavoro e il mio consiglio è di farlo in fretta perché le imprese non aspettano i
tempi attuali delle amministrazioni pubbliche. Se il passo successivo dovesse essere
l'omogeneizzazione delle politiche di sviluppo il progetto attuale sarebbe da rivedere.
|