Il concetto di flessibilità
nel mondo del lavoro si identifica molto spesso nel "lavoro interinale",
soluzione principale per lingresso in azienda dei numerosi "in attesa di
occupazione". Questo avviene spesso per i neodiplomati o neolaureati ma anche per
chi ha già esperienze lavorative e per diverse ragioni intende cambiare. La soluzione del
lavoro interinale, o lavoro in affitto, ha rappresentato negli ultimi anni e soprattutto
per le aziende, una grande alternativa allassunzione a tempo indeterminato,
tendenza, questa, ampiamente verificabile con leffettivo funzionamento delle
agenzie, che riescono a introdurre nel mondo del lavoro diversi fruitori dei servizi
interinali poi riconfermati (quasi nel 40% delle "missioni") nelle aziende
stesse come operai o impiegati a tempo indeterminato. Inoltre ma è una questione
di mercato questa tendenza è ravvisabile nellaumento in termini quantitativi
e di fatturato delle stesse aziende di lavoro interinale, verificabile anche in quelle che
da poco operano nella nostra provincia.
Questa la situazione attuale. Tuttavia sono presenti novità allorizzonte proprio
in merito alla qualità del lavoro. E anche a Varese, poche settimane fa, è stata
organizzata una conferenza tenutasi alle Ville Ponti sotto il patrocinio di una nota
azienda di lavoro interinale per informare gli operatori circa le novità sui corsi di
formazione e riqualificazione professionale. Si tratta dellapplicazione della
L.196/97 che prevede questo tipo di onere sollevando in parte i datori di lavoro da
numerosi costi dovuti alla formazione e alla qualificazione professionale offerti ai
neoassunti o a chi per la prima volta si rivolge ad un nuovo settore dimpiego.
Un miglioramento qualitativo, quindi, che non proverrebbe solo ed esclusivamente dalle
capacità del lavoratore, maturate in esperienze vere e proprie, ma anche e soprattutto
grazie ad un fondo che le società di lavoro interinale offriranno per finanziare corsi di
formazione o riqualificazione nei periodi in cui i lavoratori sono privi di occupazione.
A tal punto è lecito porsi delle domande circa l'effettivo funzionamento di questi
corsi. Carta vincente per offrire una crescita ai lavoratori interinali, o semplice
ammortizzatore che di fatto non risolve i problemi relativi a quanti non hanno ancora un
"posto"?
Alla domanda risponde Garrì Frank, di NIDIL, la categoria della CGIL che offre servizi
ai lavoratori atipici e in particolare ai lavoratori temporanei (e sono parecchi
soprattutto nella nostra provincia) e a quanti sono occupati nelle "nuove identità
del lavoro".
"La formazione professionale per chi ha poche esperienze lavorative nonché la
riqualificazione per chi lavora già da tempo - afferma il sindacalista - rappresenta
comunque un accrescimento del proprio bagaglio culturale e professionale aumentando di
conseguenza le probabilità di trovare un lavoro consono alle proprie aspettative e
aspirazioni e di stabilizzare la propria posizione lavorativa".
Tutto sta nel definire come debbono essere strutturati i corsi, specializzazione tout
court o crescita generale del lavoratore?
Al quesito Garrì Frank conclude sostenendo che "questi corsi debbono essere
strutturati in modo tale da offrire al lavoratore un vero strumento di crescita
professionale e, al di là dell'immediata risposta alle esigenze delle imprese, devono
costituire un percorso che può eventualmente portare al riconoscimento di certificazione
o attestati di professionalità".
Il sito del lavoro di
Vareseweb