| Ora è veramente ufficiale: il referendum sulla devolution non si farà il 13
maggio. Niente abbinamento con il voto politico e amministrativo, e a mettere la parola
fine sulla "telenovela" del referendum è stato il Presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, che ha annunciato nel corso di una conferenza stampa
avvenuta stamattina 20 aprile, l'intenzione di emettere un decreto che rinvia a data da
destinarsi il plebiscito regionale. Un atto che segue,
e si allinea dopo diverse ore di resistenza, alle decisioni delle tre Corti d'Appello di
Milano, Brescia e Trento. E rinvia quindi al Consiglio Regionale lombardo la decisione su
quale nuovo appuntamento stabilire per chiedere ai lombardi se vogliono un federalismo
più spinto.
Tre date sono già escluse però dalla prossima definizione: non si tratterà del 27
maggio, giorno dei ballottaggi delle amministrative, perché Palazzo Chigi ha già detto
che non va bene. Ma non si voterà la devolution nemmeno le due successive domeniche, 3 e
10 giugno. Per non essere costretti a trattare, come ha detto Formigoni, con il governo
attualmente in carica. "Un governo che per noi ha perso ogni credibilità - ha
affermato il presidente/Governatore della Lombardia - Non ci faremo prendere in giro da un
esecutivo che ha chiuso con noi e spero anche con tutti gli italiani".
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