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Ore 16.31.50
Giorno
07/06/07
Basket A1 - Con una sconfitta si conclude al Palaignis l’era Bulgheroni 
Senza Pozzecco, il miraggio dei playoff non anima i Roosters, 73 -97 

Aria da rompete le righe, o quasi, stasera al Palaignis. La grande a 
tratti esaltante stagione del basket varesino targato Bulgheroni si 
chiude stasera con una sconfitta preventivata.	La speranza di arrivare 
per il rotto della cuffia a giocarsi i play-off, auspicata da tutti, in 
particolare dalla nuova gestione entrante,  svanisce ben presto di 
fronte ad una Treviso, a tutti gli effetti più squadra. Ma, a risultato 
ancora in  bilico, non è parso che la grinta e la cattiveria messa in 
campo dagli uomini di Lombardi fosse quella che si ci aspettava. 
Assente il Poz, fermato dalla tonsillite, anche il livello di 
pericolosità e di e di imprevedibilità, nonché di spettacolarità, 
scende in maniera fin troppo evidente. Così è. I detrattori del valore 
aggiunto di Gianmarco, anche da questo giornale spesso pizzicato in 
alcuni suoi vizi costitutivi, stasera avranno modo di ragionare, da qui 
in avanti, su quanto la piazza e la squadra abbiano un disperato 
bisogno che lui sia in campo; quanto una squadra, un gioco possa essere 
tanto diverso, in presenza o meno di un protagonista come lui; per 
carità non infallibile, non sempre vincente, in ogni modo carismatico. 
Se all’assenza di Pozzecco si aggiungono i postumi del trauma cranico 
di Carlisle, oggi davvero annebbiato, l’assenza di Wucherer, il tour de 
force cui Lombardi costringe quattro quinti del quintetto (Davolio, 
Carlisle, Burditt e Vescovi in campo tutti per 38 minuti) è facile 
intuire quanto poco impegnativo sia stato per la squadra di Bucchi 
continuare la corsa per il secondo posto nella griglia finale del 
campionato. 
La cornice di pubblico, che non esaurisce la capienza del palazzo ma fa 
percepire l’importanza del momento e il ritrovato affetto del tifoso 
per la squadra, sembra essere un buon viatico ad una partita tirata. La 
sensazione è confermata dall’abbrivio del Roosters: i galletti 
aggrediscono il match e con Vescovi dalla lunga e Burditt trovano 
subito una fuga illusoria: 9-1 e poi 11-4. Saranno questi gli unici 
minuti che vedono gli uomini di Lombardi davanti. Lo scossone dato da 
Pittis, anche stasera il migliore dei suoi (100%, al tiro da 2, 7 
assist, 6 rimbalzi e 3 palle recuperate, 27 di valutazione) mette “in 
bolla” il match. Varese soffre sotto le plance, per tutto il match, 
Nees è usato con il gontagocce, e Di Giuliomaria non riesce a dare ai 
rimbalzi un contributo sostanzioso. 
Ma il vero problema è, naturalmente, il vuoto d’identità della squadra 
senza il suo leader, là su dalle parti di chi deve creare gioco. 
Nell’anno della stella, Gianmarco si assentò per polmonite e già 
allora, nonostante lo squadrone che era Varese si buscò 50 punti 
proprio a Treviso per perdere poi in casa con Bologna. Con una squadra 
diversa, il problema di identità si amplifica. Davolio sente troppo il 
peso della responsabilità e mostra tutti i suoi limiti di personalità 
pur con tutto l’impegno profuso. Carlisle, con una vistosa benda in 
testa,	anarchico tatticamente, fa il play ma senza l’inventiva e il 
know-how di un vero regista; se poi gli viene meno la precisione, come 
è il caso di stasera, i benefici della sua presenza sono nulli. 
Lombardi, ringraziato dalla curva, capisce l’antifona ma non ha assi 
nella manica. Partecipa, anzi della confusione collettiva. Fa entrare 
Allegretti, al primo accenno di zona di Treviso, per toglierlo dopo 
poco più che un minuto. Fa entrare Zanus, riservandogli la stessa 
sorte. Cristiano  non gradisce e approfitta della ultima partita a 
Masnago per manifestare platealmente il suo disappunto covato per tutto 
l’anno. Di Giulio parte in quintetto base, ma lungo la strada si perde 
e Cazzaniga, la sola nota a sopresa e positiva della serata, gli si fa 
preferire, chiudendo peraltro con un ottimo 7/8 al tiro. 
Già alla fine del primo quarto Varese sotto: 19-27. All’intervallo, 
Treviso senza strafare, ma conservando il dominio dei tabelloni e 
mantenendo più efficace l’arma del tiro da fuori, con Brown e il 
solito Nicola, mantiene una decina di punti di vantaggio, 39- 48. 
Vantaggio invariato alla terza frazione 58 – 71. Diventa difficile 
ipotizzare una rimonta nell’ultimo quarto con una squadra in visibile 
sofferenza e debito d’ossigeno e senza molte motivazioni. 
Così è infatti. Non c’è più partita. Carlisle e Davolio non sanno 
trovare la via del canestro, Vescovi è come al solito  encomiabile ma 
non può davvero sopperire a tutto: esce a due minuti dalla fine, sotto 
un diluvio di applausi e una standing ovation. Per lui l’ennesimo 
arrivederci alla stagione successiva, sicura pedina fondamentale della 
squadra che sarà. La Benetton intanto in surplace, gioca e diverte. Un 
buon allenamento in vista dei play-off. 
Per Varese diventa inutile l’ultimo match di campionato. E dopo il 
pericolo della retrocessione scampato, è davvero un finale un po’ 
malinconico. 

 

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