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07/06/07

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Premio Nazionale Cantello, è ovazione per Clay Regazzoni
Sport Al giornalista varesino il premio per il giornalismo televisivo
Premio Palumbo a Vito Romaniello

Ha da poco passato la trentina e ha una passione che  ha tradotto in professione: il calcio, quello scritto. Vito Romaniello ha iniziato a scrivere di pedate e palloni a quattordici anni, quando le figurine Panini non dovevano pagare lo scotto della sentenza Bosman e i miti del calcio erano ancora delle bandiere senza prezzo. Faceva le radiocronache per RVM, poi il corrispondente per La Stampa e Tuttosport. 
Oggi è giornalista professionista, ha 16 pubblicazioni alle spalle e,  come lui stesso ammette, gongolandosi un poco, arriva qualche «riconoscimento alla vera gavetta»: 1994 Premio Città di Varese, 1999 Premio Nazionale Cantello e, nel 2001,  il  prestigioso Premio Gino Palumbo, dedicato al famoso  direttore della Gazzetta dello sport . Il premio gli è stato assegnato per il giornalismo sportivo televisivo. In quindici anni di attività giornalistica ha realizzato più di 600  telecronache.
(sopra: Il presidente della Lega di C, Mario Macalli, consegna a Vito Romaniello il Premio "Cantello 1999")

«Per me è una grande soddisfazione - dice Romaniello - il Palumbo è un premio che viene dato a personaggi che si sono distinti a livello nazionale nel mondo sportivo nei rispettivi settori di competenza. Professionalmente è importantissimo, vuol dire che qualcuno mi osserva».  

Nel giornalismo sportivo ha due miti: Giorgio Tosatti, guru del commento calcistico, e Darwin Pastorin, passione e cuore italo-carioca. «Di Tosatti ammiro il rigore, l'ordine, la capacità di analisi, mai disgiunta dai dati, che sono fondamentali se si vuole commentare seriamente un fatto sportivo. Sono i dati che ti danno la capacità di vedere oltre e magari di segnalare qualche talento. Io l'ho fatto con Possanzini o con lo stesso Serse Cosmi, quando allenava in serie C. Di Pastorin, invece, amo la passione, la magia della penna, lui scrive con il cuore  e ti conquista».

Per il futuro ha un grande progetto editoriale e un'unica certezza, "le partite non finiscono mai".

M.M.

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