| Il Coordinamento dei comitati di Malpensa sta
preparando un'iniziativa clamorosa. L'intenzione, non ancora ufficializzata, é quella di
occupare i punti sul Ticino, il 6 maggio, per protestare contro l'aeroporto. Il presidio
rappresenta una prima risposta ai magri risultati del viaggio a Roma dei sindaci. I 26
primi cittadini hanno incontrato il sottosegretario all'ambiente ed Edo Ronchi dell'Ulivo.
La Casa delle libertà non si é invece presentata. L'unico impegno concreto é stato
offerto dal presidente della Provincia di Varese Massimo Ferrario, che ha annunciato la
convocazione di un consiglio provinciale "aperto" dedicato a Malpensa. Se gli
assessori Verni e Moneta riusciranno a convincere i rispettivi presidenti, anche nella
Provincia di Milano e nella Regione Lombardia si potrà svolgere una seduta di indentico
tenore.
Fin qui i risultati scaturiti dall'iniziativa del
torpedone. I sindaci puntano sulla pressione politica, avendo elaborato un documento in
sette punti, "Patto per il territorio", che considerano la base per ottenere da
partiti e istituzioni una nuova politica che salvaguardi i cittadini di Malpensa.
Più barricadera la linea che i comitati intendono
portare avanti. Secondo Legambiente e Unicomal (quest'ultimo raccoglie la maggior parte
delle aggregazioni di cittadini della parte lombarda) "la rappresentanza
istituzionale dei sindaci non ha peso né spessore, né forza contrattuale, se non é
accompagnata dalla mobilitazione convinta e consensuale delle popolazioni e del
territorio".
"Non va dimenticato che l'unità d'azione non può
prescindere da una stretta operatività fra lombardi e piemontesi" ribadiscono le
associazioni ambientaliste. Per questo motivo, fin da ora, Unicomal e Legambiente
dichiarano di essere pronte a presidiare i ponti sul Ticino e chiedono ai sindaci di
essere con loro il 6 maggio.
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