Si presentavano come rispettabili operatori
finanziari in grado di immettere capitali freschi nelle casse esauste di aziende in
difficoltà, in realtà erano vampiri senza scrupoli: conducevano le aziende al fallimento
e utilizzavano il nome delle società nelle quali entravano per ottenere merci dai
fornitori; partite che non venivano mai pagate, materie prime che poi finivano nelle
grinfie di società flitro, collegate con i falsi risanatori e poi girate chissà dove (foto da sinistra: il maresciallo aiutante Salvatore Tulumello e il capitano
Francesco Canuti della Gdf di Gallarate, il pm Ester Nocera della procura di Busto
Arsizio). Il cuore dell'organizzazione era
rappresentato da un uomo, F.I.A. le iniziali, residente ad Arona, già arrestato tempo fa
e dalla sua segretaria e compagna, B. G. le iniziali, arrestata questa mattina a Milano
durante un'operazione della Guardia di Finanza di Gallarate, coordinata dal sostituto
procuratore della procura di Busto Arsizio Ester Nocera. Era sembrata solo marginalmente
coinvolta, la segretaria del bancarottiere, ma, dopo meticolosi riscontri, il suo ruolo é
apparso in tutta evidenza.
Una love story a base di carte false e operazioni spregiudicate la
loro. L'indagine é partita circa un anno e mezzo fa, a seguito del fallimento della
Barzago, azienda di materie plastiche - tavolette per water per la precisione - di
Uboldo. Dopo aver avviato le procedure per il fallimento, erano emerse macroscopiche
irregolarità contabili. L'azienda, come altre tre dell'Alto-milanese prosciugate con lo
stesso sistema (ma il numero sembra destinato ad aumentare), si era trovata in difficoltà
economiche e aveva accettato l'aiuto della finanziaria gestita dai due "Bonnie and
Clayd".
Il loro ingresso aveva garantito un'iniziale boccata
di ossigeno, ma, passata quella prima ventata di fiducia, si svelavano i veri intenti dei
nuovi finanziatori. Questi entravano nella stanza dei bottoni delle aziende e iniziavano
operazioni spregiudicate allo scopo di ottenere forniture da girare a società filtro,
create ad hoc, destinate a riciclare in qualche modo le partite ottenute. In questo modo i
fornitori rimanevano a bocca asciutta e le aziende in difficoltà precipitavano nel
baratro. I due arrestati, a capo, probabilmente, di un'organizzazione più ampia, sono ora
accusati di bancarotta fraudolenta e documentale e di falso in bilancio. La contabilità
delle aziende nelle quali erano riusciti a infiltrarsi risulta palesemente raffazzonata,
priva di molte pezze giustificative e di pagine intere di libri mastri della contabilità.
Le indagini sono tuttora in corso. Come si diceva non si eslcude il
coinvolgimento di altre persone. Un affare preparato con cura. Gente che conosceva bene
l'ambiente, quella arrestata, capace di presentarsi con credenziali di rispettabilità e
di individuare con abilità strategica le vittime predestinate. Nella loro coreografia
spiccava l'utilizzo di quattro Bmw di grossa cilindrata, utilizzate per fornire l'immagine
di operatori seri e di successo. Ma, naturalmente, anche le automobili non erano mai state
pagate.
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