Era un orco. E non ha usato neppure tutta la dolcezza
del Pifferaio magico. Mohammed Alì, 33 anni, algerino, in Italia dal '97, senza fissa
dimora, ha picchiato e violentato una giovane adolescente di quattordici anni,
straziandola con un coltello a serramanico per spaventarla, e costringerla a cedere.
Tutto è iniziato nel pomeriggio di sabato. Nelle case
diroccate di via Matteotti (nella foto), dove hanno trovato alloggio molti extracomunitari della città,
fissano un appuntamento per un pranzo in compagnia, storie di piazza, dove ci si incontra
e si diventa amici senza grandi ostacoli. Una compagnia formata da ragazze e ragazzi,
quattro italiani e tre extracomunitari.
E presente anche Tiziana la chiameremo così
insieme a giovani e donne più grandi di lei - la maggior parte ha dai trenta ai
quaranta anni per trascorrere insieme qualche ora di un noioso sabato prepasquale.
Lalcool non manca ed è probabilmente la causa di una discussione che scoppia
allinterno del gruppo: volano parole grosse, si eccitano gli animi già
surriscaldati.
Il resto della compagnia abbandona la casetta fatiscente
lasciando soli Mohammed e Tiziana, che si è offerta di calmare il giovane di Casablanca.
Ma linferno è dietro langolo. Fumo, alcool,
unerrata valutazione delle intenzioni di Tiziana portano Mohammed ad avvicinarla per
accarezzarla, in modo sempre più equivoco. Tiziana fa in tempo a rendersi conto di ciò
che sta accadendo, cerca di allontanarsi, mentre Mohammed insistentemente, con voce roca
dallemozione e dal desiderio, le domanda, nel suo perfetto francese "Veux-tu
faire lamour avec moi?".
Ormai spaventata, Tiziana cerca di strattonarlo, ma
Mohammed le torce i polsi, la piega, la tempesta di schiaffi e pugni - Tiziana riporterà
contusioni al cuoio capelluto e abrasioni alle mani e al volto, come evidenzierà la
visita medica - fino a trascinarla e sbatterla sul letto della stanza a fianco.
Pochi minuti, e tutto si è consumato.
Sul letto, tra le lenzuola sporche, lalgerino si
rende conto, probabilmente, di ciò che è accaduto e della possibile conseguenze: cerca,
così, di blandirla, mormorando parole damore e promettendo fiori, confetti e un
futuro insieme, in Francia.
Tiziana comprende che deve assecondare il suo aguzzino per
evitare il peggio, promette di non raccontare nulla a nessuno pur di fuggire in fretta,
dalla casa e dalle mani dellorco cattivo.
La sera, nellabitazione dei genitori, Tiziana non
riesce a nascondere il turbamento e confida tutto alla propria madre. Il giorno della
resurrezione del Signore, le due donne si recano in commissariato per denunciare la
violenza.
Mohammed Alì è riconosciuto in un registro di
fotosegnalati dalla polizia il registro contiene un migliaio di foto di cittadini,
non in regola, di cui sono state riportate le impronte digitali e la fotografia. Mohammed
è segnalato per ben tre volte, con fotografie diversissime tra loro la prima con i
capelli riccioli, la seconda con un taglio semi rasato, la terza completamente calvo.
Immediatamente, gli agenti del commissariato di via
Candiani, coordinati dal sostituto Procuratore Nocera , che ha autorizzato la
perquisizione, si precipitano in via Matteotti, irrompendo nella piccola stanza, dove sono
presenti due extracomunitari, senza documenti, e Mohammed, che tenta di disfarsi,
gettandolo dalla finestra, del coltello a serramanico, usato per spaventare Tiziana.
I due extracomunitari, un marocchino e un tunisino, sono
stati espulsi dal Paese, con il foglio di via, mentre Mohammed, trasferito nel carcere di
Busto, dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata.
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