Lavoro nero, una piaga dilagante.
L'ispettorato del lavoro unitamente al nucleo carabinieri della direzione provinciale del
lavoro ha effettuato una fitta serie di controlli l'ultimo fine settimana. Nel mirino
degli investigatori é finita un'azienda artigiana di Gallarate di assemblaggi. La
titolare, R.B. di 26 anni, è stata deferita a piede libero perché utilizzava forza
lavoro non regolarmente denunciata. Su 10 operai, infatti, 9 erano senza permesso di
soggiorno, due addirittura minorenni, in totale tre donne e sei uomini, di nazionalità
prevalentemente equadoregna.
L'attività era gestita totalmente al di fuori delle regole di
sicurezza sul lavoro e di igiene, con turni che erano di circa 10 ore al giorno, pagati
ben al di sotto di un salario equo.
Gli stranieri sono stati inviati all'ufficio stranieri della
questura di Varese. Oltre alla titolare dell'azienda è stata anche deferita A.N., una
equadoregna di 53 anni per violazione della legge sugli stranieri. La donna ospitava nel
suo appartamento immigrati senza regolare denuncia alle autorità competenti. Il suo ruolo
é ora oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti. Si cerca infatti di capire se
vi sia una forma di caporalato alla base dell'impiego di clandestini nelle aziende del
circondario. Non si escludono ulteriori sviluppi.
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