| La negazione
dei diritti dei minori, troppo spesso associata esclusivamente alle forme estreme di
sfruttamento nei Paesi in via di sviluppo, è presente anche in Italia. Il fenomeno del
lavoro minorile nel nostro Paese è reale e consistente: 350 mila piccoli lavoratori in
Italia, minori che sono costretti a lavorare a tempo pieno e non vanno a scuola e bambini
che dopo la scuola dedicano parte del loro tempo al lavoro. Il lavoro minorile si incontra, dunque, anche nel ricco ed industrializzato
Nord, dove le cause sono da ricercare più che nel bisogno economico in modelli
"culturali" non condivisibili e da combattere.
Secondo i dati forniti dalla Commissione
provinciale di vigilanza e controllo a seguito delle visite ispettive si sono riscontrati
38 casi di minori al lavoro nella provincia di Varese nel 2000 e già 5 casi nei primi tre
mesi del 2001.
«Da tempo la C.G.I.L.- dice Umberto Colombo,
rappresentante della camera del lavoro di Gallarate- si sta impegnando, sia a
livello nazionale che a livello territoriale, a favore dei diritti dei bambini e contro lo
sfruttamento del lavoro minorile. Il fenomeno del
lavoro minorile, anche in un Paese industrializzato come il nostro, minaccia una corretta
crescita dei bambini, segnando profondamente oltre che la salute anche la loro educazione
e formazione».
Venerdì 27 aprile alle ore 21.00 presso il Centro
Gulliver, Villa Bossi a Gallarate
MANI TESE GRUPPO DI GALLARATE
"LE FORME PEGGIORI DI SFRUTTAMENTO DEL LAVORO INFANTILE"
nel Mondo, in Italia, sul nostro territorio
relatori: Luca Fusi e Daniele Selmi - Mani Tese
Umberto Colombo - CGIL
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