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07/06/07

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Teatro - All'Impero tre serate dedicate alla celebre commedia "Alla stessa ora, il prossimo anno" di Bernard Slave.Il pubblico varesino gradisce l'interpretazione della coppia Monti-Columbro
"Alla stessa ora, il prossimo anno”, quando una commedia fa anche pensare

"Alla stessa ora, il prossimo anno”, merita molta attenzione. Le ragioni di questa affermazione non stanno solo nella bella interpretazione di Maria Amelia Monti e Marco Columbro, che, ieri sera al Teatro Impero, è stata suggellata dagli applausi e dal divertimento degli spettatori, ma anche nella struttura di questo testo. La storia scritta da Bernard Slade ricalca una tradizione nella quale gli americani sono maestri. Si puo' parlare di un contesto sociale, degli accadimenti che plasmano la Storia, partendo dal privato, dalle piccole vicende che  compongono il puzzle più complesso del mondo? Si puo'. Lo sanno bene i due protagonisti, George e Doris, la cui vicenda di amanti per caso, si colloca temporalmente nel quarto di secolo più caldo e complesso della storia del Secondo Dopoguerra. 

La ripetitività di quel primo incontro galeotto, per ben 25 anni, diventa l'unica certezza nelle loro esistenze di amanti, unico punto fermo della loro vita. L'appuntamento ideale dove poter gioire della maternità e soffrire per la scomparsa di un figlio è solo apparentemente gestito dal caso. Paradossalmente Doris e George riescono a raggiungere una stabilità di coppia grazie alla loro dimensione clandestina. Una lettura provocatoria quella di Slade, che ha ben presente il clima bacchettone e  perbenista che impregna la società americana. 

”Stessa ora, il prossimo anno”, è stata rappresentata più volte in Italia a cominciare dalla celebre produzione targata Garinei e Giovannini nel 1978, interpretata da Enrico Maria Salerno e Giovanna Ralli. La seconda edizione invece è del 1989, prodotta da Lucio Ardenzi con protagonisti Ivana Monti e Andrea Giordana. La traduzione di Nino Marino (terza edizione) è sapiente e fedele, mentre la regia di Patrick Rossi Gastaldi tende a privilegiare i toni comici e grotteschi del rapporto tra i due  - ma forse non  c'era altra scelta di fronte all'innata simpatia dei due interpreti-  su quelli drammatico-esistenziali, pur presenti nel testo. Forse "consumata" la scelta degli innesti filmati che raccontano il mondo che gira intorno alle vicende della coppia, ma senz'altro molto efficace dal punto di vista narrativo. Impeccabile l'interpretazione dei due attori, forse un pizzico più protagonista la Monti, meno condizionata dalla fiction e più padrona del palco e della scena teatrale rispetto ad un Columbro, che, seppur bravo nell'interpretare un ruolo non sempre brillante (vedi la scena della morte del figlio in Vietnam), rimane legato ad una recitazione più vicina ai tempi televisivi.

10, 11, 12 aprile
Teatro Impero
Di Bernard Slade (versione italiana di Nino Marino)
Con Marco Columbro, Maria Amelia Monti
Regia di Patrick Rossi Gastaldi
Scene di Alessandro Chiti
Costumi di Mariolina Bono

Pa. Fi.

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