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Giorno
07/06/07

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Il sito ufficiale di Van De Sfroos
Musica- Al Blue Sun di Luvinate venerdì 13 e al caffé tetaro di Verghera di Samarate il 17
Van De Sfroos: poesia di "contrabbando"

Un Premio Tenco nel 1999 come "Migliore Autore Emergente" ("un premio nell'armadio", come dice Davide Bernasconi); una raccolta di poesie del 1997 pubblicate con il titolo di "Perdonato dalle lucertole"; un poema epico, e dialettale, in divenire ("La balada del Toni e del Pirata Slaff"); collaborazioni con il Corriere del Ticino con racconti fantastici stile Tolkien. Poesia e versi, metriche e…incubi.

Venerdì sera (ore 21.30) la Van De Sfroos Band farà tappa al Blue Sun di Luvinate: il 17 sarà al Caffè Teatro di Verghera di Samarate mentre il 20 al Teatro Smeraldo di Milano. Verrebbe da dire, prove generali in provincia prima di raggiungere la grande città. Da qui comincia la storia: quanto è bello scrutare il lago da lontano; si adagia la nebbia e si scorge il Battello del Diavolo superare "La fruntiera" del piccolo paese. Fantasia e racconti di realtà microscopiche, lontane dalla globalizzazione (perché del globale non saprebbero che farsene), escluse da Internet (ma in fondo, perché sentirsi esclusi?); ancora accovacciati su un vecchio camino tra tabarri e mezzi toscani. Polvere di stelle tra le righe: quelle di Davide, per l'appunto, che nasce a Monza ma se ne va a vivere a Porlezza, sulle rive del lago di Como (quel ramo…ecc., ecc., ecc.) per intingere la sua creatività nelle pozze di una vita governata dal tempo antico. Cadenze calcolate che è bello invidiare perché per apprezzarle le si deve conoscere.

Poi il successo: una partenza sottovoce, prima con i "Potage" (band post-punk famosa nel comasco) e poi con la Van De Sfroos Band che, già nel nome, tradisce la simpatia per il dialetto tramezzino (de sfroos significa di frodo o, secondo la preferenza, di contrabbando). Un nome che è divenuto dagli anni Novanta (a quelli risale la costituzione del quintetto-sestetto) la cifra stilistica del gruppo: canzoni sempre e solo in dialetto (ma Davide ci aveva confessato che non avrebbe problemi a scrivere in tedesco, spagnolo o francese se la natura di un brano lo richiedesse) ma con una marcia in più. Esclusa la retorica del linguaggio del posto come marchiatura di ideali politici, la filosofia della band è riconoscibile: sapori semplici e parole semplici per sentimenti che non necessitano spiegazioni. Il pubblico li ama: "Breva e Tivan" (cd pubblicato nel 1999) raggiunge le 35mila copie e da il via ad un tour di 60mila spettatori; "Per una poma" (per una mela: probabilmente quella di Adamo ed Eva perché il lavoro si ispira a scritti biblici), mini-album con soli tre brani è a quota 20mila (ma le vendite non si sono ancora interrotte).

Insomma, per i Van De Sfross è un momento particolarmente fortunato. Lo è, in effetti, da quando nel 1997 diedero alle stampe "Manicomi", prodotto fatto di visioni, rapide sortite dello spirito, narrazioni eloquenti e – seguendo il tema - "nevrotiche". Nello stesso tempo, però, fatte di una dolcezza discreta ma senza alcun ricamo intellettualistico come si può ricavare dall'"Ave Maria", preghiera che non parte dai breviari ma dalle piccole imbarcazioni dei pescatori o dalle case delle mogli, sempre pronte ad attenderli. Venerdì sera, con Davide Bernasconi (voce e chitarra) vedremo Davide Brambilla (fisarmonica e tromba), Alessandro Parilli (basso), Diego Scaffidi (batteria) e Claudio Beccaceci (chitarre). Da parte nostra aspetteremo "La Curiera" (l'hit che fece impazzire le heavy-rotation delle radio ticinesi) per salirci, seguire le curve e magari incontrare la donna dai bei seni.

Twister

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