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07/06/07

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Tradate - La rassegna teatrale provinciale vedrà la presenza di uno spettacolo proposto da un gruppo di ragazzi disabili
Presentato il programma di "dietro le quinte

Si è svolto sabato pomeriggio il primo incontro per la rassegna teatrale provinciale "Dietro le quinte" che si svolgerà nel teatro di Abbiate Guazzone nei giorni dal 14 al 17 maggio. Organizzata dall’associazione teatrale "L’isola che non c’è" con i contributi dell’assessorato alla cultura del comune di Tradate e con il patrocinio della Provincia di Varese, la rassegna vedrà la partecipazione di ben 14 scuole della provincia.

I rappresentanti delle scuole partecipanti hanno così incontrato gli organizzatori, i quali hanno esposto loro il programma e come sarà organizzata la rassegna. "Non si tratta di una gara o di un concorso" spiegano i responsabili "non bisogna partecipare con la mentalità "Io sono più bravo", sarà molto importante il confronto; una giuria selezionerà quattro lavori che rappresenteranno poi la zona nella rassegna nazionale che si svolgerà tra un anno ad Ancona".

Nel programma, molta attesa anche per l’incontro che si svolgerà nella sera dell’ultima giornata: con lo spettacolo "Forme semplici" della cooperativa Gruppo amicizia di Gorla Minore, 13 ragazzi disabili metteranno in scena una storia che mette in relazione i protagonisti con i bisogni più semplici della vita. Secondo Giorgio Putzolu, responsabile della compagnia teatrale "Instabile Quick" che appoggia e collabora con l’iniziativa, «queste persone che non sono più bambini, ma che non vengono considerati nemmeno adulti dalla società, è giusto che mantengano e abbiano un loro spazio come tutti gli altri in una manifestazione che è un progetto coerente».

A conclusione della presentazione è stato poi fatto vedere ai rappresentanti delle scuole il teatro ove si svolgerà la rassegna: «sono rimasti tutti molto soddisfatti nel vedere la struttura» spiega Francesco Furci, uno dei fondatori dell’associazione organizzatrice: «ragazzi che hanno sempre provato in grosse aule o in spazi oratoriali, potranno così cimentarsi e confrontarsi con quello è un palco teatrale e un pubblico che non sarà composto solo da compagni, ma anche da sconosciuti. Il teatro è il palcoscenico».

Manuel Sgarella

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