| Ho in mente le lucertole, quelle che inseguivamo nelle
crepe dei muretti, nei pomeriggi destate della nostra infanzia. Tu, di qualche anno
più piccolo, sempre più curioso di me, più svelto in tutto, vero fuoriclasse, ma con
quel distacco verso le cose appena conquistate, che quasi come un tic ho amato subito,
incondizionatamente. Anche nel giocare a pallone in quel campetto vicino alle scuole, tu
veloce a scartare chiunque e segnare goals tra reti invisibili, io veloce soltanto a
cercare di essere nella tua squadra. Ma una cosa me la riconoscevi, costruire piste in
terra battuta dove facevamo correre le nostre biglie di vetro colorato, anche se le tue,
correvano sempre più veloci.
E poi sulla tua slitta di legno con le tue
cugine scendevamo insieme i pendii della cartiera buttandoci allultimo momento,
sulla neve per non cadere nel maleodorante Olona. E poi la vita ci ha preso, tu da una
parte io da unaltra, tu con il tuo unico grande amore, io girovago per il mondo, ma
sempre vicini. Ho in mente anche le vacanze nella tua amata Costa Imagna, e quelle in
Grecia col testina e coi gufi di Olympia, e gli amici che erano con noi, a contemplare le
meraviglie di Epidauro o di Delfi e dellEgeo: solo con te potevo fare questi viaggi,
novello cicerone di ciò che avevi imparato al Liceo. I tuoi compagni diventati i nostri
amici e gli insegnanti idealmente anche i miei, sul tuo talento tutti concordi. Ma ti
ricordi quando perdevi, dimenticavi, ogni cosa sepolta nel tuo proverbiale disordine? In
pochi sapevano che dietro quellapparente disordine si celava un ordine perfetto.
Fino a scoprire quel filo di Arianna che ci teneva uniti, che stava tutto li nella parola
del sangue più sottile. In quel pneuma vaporoso che gli antichi chiamavano anima, li nel
tuo spirito altissimo, illuminato, in quel mistero chiamato Poesia, stava la nostra
amicizia. E da allora non ci siamo più lasciati, passavamo le domeniche a leggere,
indovinare versi dai capoversi, autori dalle poesie di ogni tempo, ci rubavamo il libri,
andavamo per le notti in città a ridere a crepapelle recitando versi anche ai lampioni. E
tuo padre che ti cercava dappertutto perché la Carla, tua mamma era sempre in ansia, e
tua sorella con dolcezza ti difendeva sempre a spada tratta. E i nostri segreti mai
svelati, le promesse mai mantenute, le discussioni, le dissertazioni letterarie su ciò
che ci sembrava vero, le nostre insofferenze verso ciò che andava storto, la politica
,erano tutte suggerite dai sentimenti più profondi del tuo cuore. E tra le pietre della
vita a volte fiorisce un roseto e tra i tanti il fiore più bello, Battista, tuo figlio.
Ciao Mauro, hai fatto canestro, hai segnato prima di noi che ancora giochiamo con questa
vita di povere cose, ci troveremo presto con i gabbiani bianchi sulla riva del mare, o in
cima a quelle montagne che hai tanto amato, legati in questa vita e anche nellaltra
nel mistero della Parola, in quel corpo incorruttibile e meraviglioso che è Luce
impercettibile ai pochi sensi che possediamo.
Esco nel mondo/che oggi mi dà pace e mi
legge./Sono già nel dopo, ma un corpo si stacca/ e sono gli occhi del tempo/che si
attardano e allentano il calore del sole;/ non sei più
sola in questa voce,/altre ne ascolto, e mi confido, e unaria/ che non cera mi
perlustra e pulisce./Respiro, e se cè un uomo schiantato/ nel secco zairese, totale
lo abbraccio/ e sono luomo che volevo.
Mauro Maconi da La materia dellamore Ed. Stampa Brunello -Varese-1999
"Diario d'Africa" presentazione del libro di Dino Azzalin sabato 21
aprile. Interverranno Angelo Mauferi, Sergio Di Siero, Giacomo Santini. Suonerà dal vivo
Demba Joseph BA group (interprete di canzoni popolari West-Africa). Inizio ore 21.00.
Entrata libera, libro "obbligatorio": il ricavato della vendita del volume sarà
devoluto all'Apa (Amici per l'Africa) e al Pamoja Trust che si batte per la restituzione
della terra ai poveri di Korogocho (kenia).
Somsart, via Piave, 4 - Comerio
Per informazioni tel. 0332/731267
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