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Ore 16.32.03
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07/06/07
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Varese - È stata presentata presso la Cooperativa di Viale Belforte un'opera originale e inedita, ideata e realizzata appositamente per festeggiare il 56° anniversario della Liberazione.

Senza memoria non c'è avvenire. La resistenza ieri e oggi


Sala gremita e pubblico attentissimo venerdì sera presso la Cooperativa di Viale Belforte, dove è stata presentata un'opera originale e inedita, ideata e realizzata appositamente per festeggiare il 56° anniversario della Liberazione.

La "resistenza" di cui lo spettacolo ha trattato non è quella relegata all'interno di un determinato periodo storico ormai concluso, ma è qualcosa che viene da lontano, continua oggi e continuerà domani. E' un'etica, un modo di vivere, una scelta esistenziale.

Quindi un impegno e una lotta senza cedimenti contro la sopraffazione, la violenza, la banalità, il conformismo. In difesa dell'essere umano, della sua vita, della sua cultura, della sua dignità.

Una presenza costante, che si esprime provocatoriamente ("Noi ci siamo") contro chi fa finta di non vedere, vuole ridurre e appiattire tutto in una omologazione che pone ogni evento sullo stesso piano, cerca di privare l'individuo della sua memoria, perché questo è il modo più sicuro per disarticolarlo e renderlo succube.

Una ricerca sulla "resistenza umana", ma non solo: anche sui principi cui si fa appello per trovare la forza di resistere e che possono essere i più diversi, a seconda della cultura e del modo di concepire la vita: la fede in Dio o in un ideale politico, il il ricordo dei propri cari, la speranza in un mondo migliore, semplicemente l'ascolto della propria coscienza e il rispetto per se stessi.

Lo spettacolo si è articolato sulla recitazione di brani tratti dalle fonti letterarie più diverse, antichissime e contemporanee, come i Salmi della Bibbia, Terezin (sul lager dove i nazisti rinchiudevano i bambini), la testimonianza di Massimo Carlotto sulle madri di Plaza de Mayo (Le irregolari), una poesia si Majakowskij che già negli anni Venti denunciava l'involuzione burocratica e autoritaria del regime sovietico (Conversazione con il compagno Lenin), un'intervista del sub-comandante Marcos al Manifesto, lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana.

Bravissimi gli attori: Francesca Roggero, Mara Risitano, Matteo Mo, docente ed attori diplomati all'Accademia dei Filodrammatici di Milano; così come la chitarrista Eleonora Pasquali, che ha sottolineato musicalmente la recitazione, interpretando anche brani originali.

Di grande suggestione pure le fotografie proiettate sullo schermo, dovute a Daniele Oxilia.

Nel complesso uno spettacolo che, evitando le insidie sempre possibili della retorica, si è concretizzato in maniera asciutta, coesa, intensa e senza sbavature ed ha saputo trasmettere emozioni intense agli spettatori.

A.P.

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