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Ore 16.31.09
Giorno
07/06/07

"Signor Sindaco, vi regalo 50 opere di Guttuso"

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Varese – L’artista firma alcuni dei capolavori dell’arte italiana. Tra Roma e Velate vive gli anni più significativi della sua produzione pittorica
Renato Guttuso: maestro del Novecento

Nato nel 1912 a Bagheria in provincia di Palermo Renato Guttuso è sicuramente uno dei maestri dell’arte italiana del Novecento. Artista impegnato e carico di sentimento visse la sua esperienza artistica partendo dal movimento artistico della Scuola Romana degli anni Trenta. Giovane pittore agli esordi guarda al cubismo e alle forme di Picasso firmando il suo primo importante lavoro "La fuga dall’Etna" (1938-9) quale omaggio alla "Guernica" del maestro spagnolo. Nel quadro si manifestano fin da subito le sue principali qualità espressive come la coralità della composizione, la scelta espressionistica del colore ed i precisi tagli prospettici. Partecipa al movimento di Corrente e negli anni successivi alla seconda guerra mondiale è tra i principali animatori di Fronte Nuovo delle Arti, che raccoglie sotto di sè artisti legati da un forte impegno sociale. Predilige dunque i temi di ispirazione politico- sociale e quadri storici. Dopo il rigido realismo degli anni cinquanta sperimenta nuovi linguaggi in ambito espressionista e delle avanguardie. Con Varese Guttuso ha un rapporto particolare: proprio nel borgo di Velate a partire dagli anni sessanta sceglie di passare lunghi periodi a dipingere. La moglie Mimise Dotti lo aveva avvicinato a Varese, dove da giovane trascorreva le estati tra i castagni e la natura del borgo. Qui l’artista firma alcuni dei suoi capolavori tra cui la Vucciria, espressione del colorato e straordinario mercato di Palermo. Una delle caratteristiche di Guttuso, infatti, è sicuramente l’attaccamento alla sua terra che mai dimentica e che rielabora in ogni sua tela. Del suo passaggio per la Città Giardino rimane, oltre al ricordo di molti che lo hanno conosciuto, il grande affresco lungo la via delle cappelle di Sacro Monte. Guttuso muore a soli 75 anni nella sua casa romana a un anno di distanza dalla scomparsa della moglie. "Quel siciliano tra Van Gogh e Picasso" lo definiva Alberto Moravia.

Erika La Rosa

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