Varese Lartista firma alcuni dei capolavori dellarte
italiana. Tra Roma e Velate vive gli anni più significativi della sua produzione
pittorica
Renato Guttuso:
maestro del Novecento
Nato nel 1912 a Bagheria in
provincia di Palermo Renato Guttuso è sicuramente uno dei maestri dellarte italiana
del Novecento. Artista impegnato e carico di sentimento visse la sua esperienza artistica
partendo dal movimento artistico della Scuola Romana degli anni Trenta. Giovane pittore
agli esordi guarda al cubismo e alle forme di Picasso firmando il suo primo importante
lavoro "La fuga dallEtna" (1938-9) quale omaggio alla "Guernica"
del maestro spagnolo. Nel quadro si manifestano fin da subito le sue principali qualità
espressive come la coralità della composizione, la scelta espressionistica del colore ed
i precisi tagli prospettici. Partecipa al movimento di Corrente e negli anni successivi
alla seconda guerra mondiale è tra i principali animatori di Fronte Nuovo delle Arti, che
raccoglie sotto di sè artisti legati da un forte impegno sociale. Predilige dunque i temi
di ispirazione politico- sociale e quadri storici. Dopo il rigido realismo degli anni
cinquanta sperimenta nuovi linguaggi in ambito espressionista e delle avanguardie. Con
Varese Guttuso ha un rapporto particolare: proprio nel borgo di Velate a partire dagli
anni sessanta sceglie di passare lunghi periodi a dipingere. La moglie Mimise Dotti lo
aveva avvicinato a Varese, dove da giovane trascorreva le estati tra i castagni e la
natura del borgo. Qui lartista firma alcuni dei suoi capolavori tra cui la Vucciria,
espressione del colorato e straordinario mercato di Palermo. Una delle caratteristiche di
Guttuso, infatti, è sicuramente lattaccamento alla sua terra che mai dimentica e
che rielabora in ogni sua tela. Del suo passaggio per la Città Giardino rimane, oltre al
ricordo di molti che lo hanno conosciuto, il grande affresco lungo la via delle cappelle
di Sacro Monte. Guttuso muore a soli 75 anni nella sua casa romana a un anno di distanza
dalla scomparsa della moglie. "Quel siciliano tra Van Gogh e Picasso" lo
definiva Alberto Moravia.