Ultimo prestigioso concerto per il Festival di
Musica da Camera di Varese giunto con successo alla quinta edizione. Sala non proprio
gremita, complice probabilmente il bel tempo e la concomitanza con altri concerti. Un
occasione persa per molti poiché lappuntamento era decisamente ghiotto. A salire
sul palco i cinque musicisti austriaci del Wiener Streichquintett, una delle
formazioni cameristiche di archi più in evidenza dellintera Europa. Formatisi per
volontà del violinista Thomas Christian, vantano nelle loro fila musicisti di
primordine e, dal 1986, presenziano davanti alla platee di tutto il mondo. Domenica agli Estensi hanno presentato un programma variegato
per qualità ed intensità, navigando tra le note di Dvorak, Reger e Hindemith e regalando
ai presenti un "fuori programma". Al fine di lasciare ai varesini uno spicchio
dellarte dei valzer viennesi, hanno eseguito un tema con Variazioni di Theodor
Leschetizky che, inserito in mezzo a musica di qualità straordinaria, è figurato come un
gioco strumentale, tra la leggiadria del valzer e momenti più impegnati. Lapice del
concerto è giunto però nel secondo tempo, con il Quintetto in sol maggiore op. 77;
una pagina di musica luminosa e solare, resa attraverso uninterpretazione di livello
assoluto. La deliziosa serata si è chiusa con due bis annunciati simpaticamente
dallunica donna della formazione: la violinista Melina Mandozzi. Un Adagio da
un Divertimento di Mozart e poi un Minuetto di Schubert, e lappuntamento con
la musica da camera è per lanno prossimo.
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