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Ore 16.30.55
Giorno
07/06/07
 
Varese - Sulle fiamme divampate alla cementeria di Merone a Ternate l’intervento di Rifondazione comunista
“Incendio al cementificio di Ternate: scampato pericolo?”

Riceviamo e pubblichiamo
Sono gravi le responsabilità della regione Lombardia e del comune di Ternate data la scelta di autorizzare la cementeria di Merone Spa per la costruzione del sito per lo stoccaggio e l’utilizzo come combustibile, di rifiuti pericolosi e tossico nocivi.

Molti sono i dubbi e le contrarietà espresse relativamente alla pericolosità dell’impianto di stoccaggio ed ancora di più all’uso di tali rifiuti per l’alimentazione del forno.

Scellerata la decisione dell’azienda di impiegare tali rifiuti, oltre a quelli solidi urbani, date le possibili conseguenze per la salute dei cittadini. Ancora più gravi e scellerate alla luce di quanto avvenuto nel pomeriggio di Pasqua con l’incendio che ha distrutto il nastro trasportatore della plastica, in assenza delle più elementari misure di sicurezza e, pare, addirittura con l’impianto antincendio non funzionante. Un incendio che ha sprigionato una densa colonna di fumo nero per fortuna senza conseguenze per gli abitanti e per i lavoratori.

Ora ci chiediamo e chiediamo se non si ritenga necessario rivedere la decisione dell’autorizzazione a salvaguardia dell’ambiente e della salute della popolazione.

Rifondazione comunista anche alla luce di quanto avvenuto, ribadisce la propria contrarietà all’uso di combustibili pericolosi e nocivi e richiede la revoca dell’autorizzazione, così come ribadito anche dai cittadini costituistisi in Comitato e dai quattordici Sindaci della zona.

Giovanni Martina
Consigliere regionale 
e segretario provinciale del Prc

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