| Il problema rifiuti è certamente una delle più importanti emergenze
ambientali della nostra società.
Il territorio della Provincia di Varese non è
esente da questa grave problematica ed è primario compito dei politici che ci
amministrano, quello di promuoverne una risoluzione che sia, innanzitutto, basata sulla
responsabilizzazione di tutto il corpo sociale.
Il tema dei rifiuti, infatti, prima di essere un
problema istituzionale, deve cominciare ad esserlo allinterno dellambiente
domestico, ed è a questo livello che deve iniziare la battaglia per la sua risoluzione.
Il primario messaggio che deve pervenire dalle
pubbliche amministrazioni è, e deve essere, quindi, primariamente, un messaggio di
cultura.
Le Associazioni ambientaliste della Provincia di
Varese si sono affidate allesperienza di Fulvio Fagiani per elaborare un documento
(consultabile sul sito internet di Amici della Terra/Varese: www.ncc.it/amiciterra) attraverso cui affrontare il tema rifiuti e proporre
soluzioni per la sua gestione rispondenti ai criteri fatti propri da tutte le
organizzazioni internazionali ed acquisiti anche dalla legislazione nazionale (c.d.
Decreto Ronchi).
Fagiani che anche proprio su Varesenews ha già
dimostrato, carte alla mano, i numeri positivi di questo mio intervento. Numeri che, in
quanto noti ai lettori e comunque rintracciabili dalla redazione, non sto a ripetere. Non
appesantisco, dunque, questo intervento che, come detto e ripeto, vuole primariamente
essere un messaggio di cultura.
Le fonti cui ci si è ispirati sono anche le
esperienze maturate in molte realtà del nostro paese che, laddove ha impegnato le
migliori risorse, ha dimostrato di poter raggiungere risultati che solo pochi anni fa
erano inimmaginabili.
I principi ispiratori della proposta sono :
§ Il rispetto della gerarchia che pone al primo posto la riduzione alla fonte
dei rifiuti, al secondo il riutilizzo ed al terzo il riciclo;
§ La minimizzazione del ricorso allo smaltimento ed il contenimento della sua
pericolosità e dei danni arrecati alla salute e allambiente.
Declinati nel contesto specifico della provincia di
Varese, al quale ci riferiamo, questi obiettivi diventano :
§ Il congelamento di ogni nuovo impianto per lo smaltimento, in particolare il
secondo inceneritore previsto dal vigente Piano Provinciale;
§ La chiusura in tempi certi della discarica di Gorla e lavvio delle
conseguenti opere di bonifica del sito;
§ La riduzione della pericolosità dellinceneritore di Borsano:
§ La redistribuzione geografica del carico degli impianti, localizzando quelli
occorrenti alla politica qui delineata preferenzialmente nel Nord della provincia.
Gli interventi da noi proposti devono essere visti
come parte di un unico progetto, un sistema integrato per la gestione dei rifiuti,
di cui ciascuna componente è parte imprescindibile e strettamente interdipendente dalle
altre.
La riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata,
lo sviluppo del mercato delle materie recuperate, la tariffazione, linformazione
costituiscono momenti diversi di ununica strategia che può esprimere il massimo
risultato solo se applicata integralmente.
Il documento si compone di tre momenti :
§ Cosa
fare, oggetto dei paragrafi dedicati
alla riduzione, alla raccolta differenziata e al riciclo;
§ Come
fare, oggetto dei paragrafi "la
rete dei soggetti", "gli strumenti" e "guardare avanti";
§ I
risultati che ci attendiamo.
Proponendo questa elaborazione alla riflessione delle
istituzioni, delle forze sociali e politiche, delle associazioni e dei singoli cittadini,
si è desiderato sottolineare che, mentre la parte del cosa fare non è che il censimento
ragionato delle esperienze di successo fin qui realizzate, la parte del come fare
rappresenta il vero nocciolo della questione.
Esso è il modo in cui casi esemplari, aspirazioni e
consapevolezza diffusi possono tradursi in volontà politica ed in un concreto progetto
operativo.
Si è tutti consapevoli che non esiste un unico
soggetto capace di progettare e realizzare il sistema desiderato: la stessa legislazione
ha riconosciuto che di fronte ai maggiori problemi ambientali come quello dei rifiuti,
esiste una responsabilità condivisa dai vari soggetti, produttori, consumatori ed
Amministrazioni Pubbliche.
La "rete dei soggetti" è proprio la
concretizzazione di una trama istituzionale in cui ciascun attore partecipa al progetto
portandovi la propria fisionomia, ma assumendosi le responsabilità che gli competono, e
la Pubblica Amministrazione assolve il ruolo di regista dellintera operazione.
I singoli soggetti della Pubblica Amministrazione,
operano di concerto, ma entro una gerarchia di competenze ben definite : i Comuni ed i
loro delegati (i Consorzi intracomunali, le municipalizzate, le aziende concessionarie per
la raccolta ed il trasporto dei rifiuti) sono titolari della responsabilità della
raccolta differenziata, la Provincia è lEnte cui la Legge assegna il compito di
"assicurare la gestione unitaria dei rifiuti urbani" ( D.L. 22/97 art. 23 comma
1).
Nessun soggetto può fare a meno degli altri, ma
ciascuno risponde secondo la propria specifica responsabilità.
Al riguardo ci è sembrato significativa, almeno per
alcuni aspetti, lesperienza in corso con il Piano strategico dellarea
varesina, testimonianza di una ricerca del "fare sistema" coinvolgendo le
realtà istituzionali e sociali operanti nel territorio
Ci auguriamo quindi che il nostro sforzo, più che un
lodevole prodotto intellettuale, sia linnesco di questo processo di
responsabilizzazione e di costruzione della "rete dei soggetti".
In merito alla Sua provocazione: "cosa hanno
mai risolto in Italia le Associazioni Ambientaliste? ", potrei invitarLa, come La
invito, partendo dal basso (dalla nostra modesta esperienza), a collegarsi al sito
internet della nostra Associazione e ricercare nei resoconti dellattività
dellultimo decennio quanto di bene è da noi stato realizzato.
In ogni modo anche io le propongo una citazione di
un intervento ad hoc che ho scorso qualche giorno fa sui quotidiani.
Come scrive, infatti, Gianni Fochi sul "SOLE 24
ORE" dell8 aprile 01 in risposta ad una lettera al giornale: "Nel
mondo occidentale le Associazioni Ambientaliste, pur talvolta con i difetti
dellestremismo e di politiche poi dimostratesi errate hanno avuto il merito indubbio
di pungolare i legislatari e gli industriali in modo da rendere meno antiecologici i
processi produttivi(
..).
La Provincia di Varese ha deciso circa un mese fa di
accantonare la decisione di dar vita allinceneritore di Caronno Corbellaro fino
allapprovazione della nuova Legge Regionale in materia di rifiuti attuattiva del
Decreto Ronchi.
Ora la questione che abbiamo voluto porre come
ambientalisti, con il documento di cui sopra [e non (come ha scritto) talebanamente], non
è "no al termodistruttore ad ogni costo".
Bensì, "creiamo idonee condizioni per governare
il problema rifiuti partendo da una forte responsabilizzazione dei cittadini, dei
produttori, dei politici" e "sì al termodistruttore ma solo per bruciare
sostenibilmente quei rifiuti che non possono essere smaltiti in altro modo e che
altrimenti dovrebbero essere mandati in discariche che non siamo più disposti a
tollerare".
"Condizioni alternative che solo un Forum degli
enti pubblici e privati interessati a risolvere il problema dei rifiuti può essere in
grado di realizzare e che è compito primariamente della Provincia di Varese di istituire
attribuendogli poteri decisionali e adeguati finanziamenti".
Noi ambientalisti, auspice sempre Fagiani, la nostra
battaglia di sensibilizzazione, soggetto per soggetto pubblico e privato, dopo la teoria
siamo già partiti per combatterla.
Non vorremo essere ancora noi nel prossimo futuro a
doverci fare carico di sostenere per la seconda volta il NO al secondo inceneritore di
Varese.
Auspichiamo invece che unorganizzazione
territoriale in grado di fare la raccolta differenziata come già si conduce in alcuni
Comuni del varesotto, oltre il 60% [organizzata per evitare le diseconomie di
unazione disaggregata e per integrare una serie di fattori fra loro complementari al
fine di ottenere un sistema integrato (autosufficienza, responsabilità condivisa,
prossimità, gestione integrata, etc.) e funzionale], questo "NO NON ABBIAMO
BISOGNO" lo sappia far dire dai fatti.
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