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Ore 16.31.08
Giorno
07/06/07
 
Varese - Proposta per realizzare, nel nuovo ospedale, un minireparto destinato ai detenuti e agli agenti impegnati nella loro custodia 
Un'occasione per dare dignità ai degenti detenuti

Mentre per le nuove unità operative ospedaliere di chirurgia vascolare ( responsabile Castelli), neurologia (Bono) e endocrinologia (Bartalena), possono esserci dettagli strutturali e organizzativi da mettere a punto - ma non ci sono ostacoli all'attività - il professor Salerno entrando in servizio l'ormai prossimo 1 maggio troverà una collaudatissima divisione di cardiologia. Salerno, che tra l'altro è un riferimento nazionale per lo studio delle aritmie, porta come dote a quella che si può definire la stimatissima scuola varesina per la cura delle cardiopatie, oltre alla sua scienza personale anche i corsi di specializzazione universitaria che egli teneva in una affermata clinica di Castellanza. Una presenza culturale in più che garantisce ulteriormente l'alto livello della struttura in sé, la preparazione dei giovani medici e anche spunti per l'aggiornamento di un team medico che già Giovanni Binaghi, predecessore di Salerno, ha voluto sempre particolarmente preparato e informato.

Dalla medicina di vertice, sempre ricca di fascino, a quella di servizio semplice. Il dossier dei radicali sulla malasanità nelle carceri italiane ha indotto il cronista a un rapido controllo in sede locale, controllo che ha portato a confortanti risultanze non solo per l'assistenza medica all'interno dei Miogni, ma anche per le prestazioni ospedaliere che vengono erogate con una certa frequenza dalle realtà di psichiatria e infettivologia operanti al "Circolo".

La realizzazione però di quella che chiamiamo grande ristrutturazione, ma in realtà è un ospedale nuovo di zecca che certamente offre la possibilità di risolvere nel migliore dei modi anche il problema delle degenze di detenuti in ragione di urgenze medico- chirurgiche.

Varesenews segnala questa opportunità alla direzione generale dell'azienda. Non dovrebbero esserci particolari ostacoli perché nel nuovo edificio o in una delle vecchie strutture che rimarranno a disposizione si mettano a disposizione per i detenuti posti letto e anche adeguati servizi per gli agenti di custodia. Un minireparto che abbia accessi separati e protetti, lontani da occhi indiscreti. Un minireparto nel quale i degenti possano avere la qualificata assistenza che medici ospedalieri e universitari sono in grado di fornire. Sarebbe un capitolo in più, piccolo ma molto significativo, della storia della civiltà della nostra gente e del nostro ospedale.

Pier Fausto Vedani

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