| Mentre
per le nuove unità operative ospedaliere di chirurgia vascolare
( responsabile Castelli), neurologia (Bono) e endocrinologia (Bartalena), possono esserci
dettagli strutturali e organizzativi da mettere a punto - ma non ci sono ostacoli
all'attività - il professor Salerno entrando in servizio l'ormai prossimo 1 maggio
troverà una collaudatissima divisione di cardiologia. Salerno, che tra l'altro è un
riferimento nazionale per lo studio delle aritmie, porta come dote a quella che si può
definire la stimatissima scuola varesina per la cura delle cardiopatie, oltre alla sua
scienza personale anche i corsi di specializzazione universitaria che egli teneva in una
affermata clinica di Castellanza. Una presenza culturale in più che garantisce
ulteriormente l'alto livello della struttura in sé, la
preparazione dei giovani medici e anche spunti per l'aggiornamento di un team medico che
già Giovanni Binaghi, predecessore di Salerno, ha voluto sempre particolarmente preparato
e informato. Dalla medicina di vertice, sempre ricca
di fascino, a quella di servizio semplice. Il dossier
dei radicali sulla malasanità nelle carceri italiane
ha indotto il cronista a un rapido controllo in sede locale, controllo che ha portato a
confortanti risultanze non solo per l'assistenza medica all'interno dei Miogni, ma anche
per le prestazioni ospedaliere che vengono erogate con una certa frequenza dalle realtà
di psichiatria e infettivologia operanti al "Circolo".
La realizzazione però di quella che chiamiamo grande
ristrutturazione, ma in realtà è un ospedale nuovo di zecca che certamente offre la
possibilità di risolvere nel migliore dei modi anche il problema delle degenze di
detenuti in ragione di urgenze medico- chirurgiche.
Varesenews segnala questa opportunità alla direzione
generale dell'azienda. Non dovrebbero esserci particolari ostacoli perché nel nuovo
edificio o in una delle vecchie strutture che rimarranno a disposizione si mettano a disposizione per i detenuti posti letto e anche
adeguati servizi per gli agenti di custodia. Un minireparto che abbia accessi separati e
protetti, lontani da occhi indiscreti. Un minireparto nel quale i degenti possano avere
la qualificata assistenza che medici ospedalieri e
universitari sono in grado di fornire. Sarebbe un
capitolo in più, piccolo ma molto significativo, della storia della civiltà della nostra
gente e del nostro ospedale.
|